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Da Cosa Dipende La Percezione del Dolore?

Il nuovo studio ha fatto una scoperta molto interessante e stabilito che...

di Fabiana Cipro

30 Maggio 2016





La prima domanda che viene spontaneo porsi è: che cos’è il dolore? La risposta potrebbe essere scontata e portarci immediatamente a ribattere che è una sensazione per niente piacevole che proviamo in una zona del corpo che ci fa male e in effetti è proprio così.

dolore

 

Il dizionario di medicina Treccani dà questa definizione: La percezione del dolore comprende l’attivazione di un sistema sensoriale (sistema della nocicezione) che è modulato da una serie di fattori modificatori, che vanno dalla memoria di precedenti eventi dolorosi alle influenze psicologiche, incluso lo stato di stress, l’alterazione dell’umore, l’attesa del trattamento e la speranza di guarigione. come per altre modalità, il dolore non è semplicemente un’esperienza sensoriale, ma piuttosto il risultato di un’elaborazione svolta a un livello superiore. In questo senso, il sistema nervoso centrale non rappresenta un semplice ricevitore di impulsi nervosi afferenti, sensitivi o dolorifici, ma svolge un ruolo cruciale di elaborazione di questi ingressi.

Questa lunga premessa, per dirvi che un nuovo studio, pubblicato sulla rivista on-line JAMA Neurology, e fatto dai ricercatori dell’University College di Londra e della University of Reading, ha rimesso in discussione le teoria sulla natura del dolore nota come “matrice del dolore“. Secondo la teoria, la “matrice del dolore” è uno schema di attività cerebrali ritenute responsabili del dolore.



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Per questo studio, gli scienziati si sono avvalsi della collaborazione di  due persone che sono nate senza il senso del dolore (si tratta di soggetti affetti da una rara condizione nota come “insensibilità congenita al dolore”, il loro sistema nervoso non è in grado di riconoscere le informazioni dolorifiche), e di quattro volontari che provano normalmente il dolore.

Hanno quindi sottoposto le sei persone (i due che non provano dolore e i quattro che lo sentono normalmente) a delle iniezioni molto dolorose e scansionando il loro cervello si aspettavano di vedere reazioni diverse in base al gruppo di persone. E invece il risultato è stato che il cervello di tutti e sei i volontari ha avuto la medesima reazione. Anche le due persone che non provano dolore. 

Anche se questi risultati potrebbero avere un’importanza relativa per l’opinione generale, per gli scienziati potrebbero essere una grande rivelazione. Infatti, potrebbero mettere in discussione la teoria fondamentale sul modo in cui gli esseri umani percepiscono il dolore. Trovare le vere origini del dolore sarebbe molto utile per lo sviluppo di farmaci da utilizzare sugli individui che soffrono di dolore cronico. Milioni di persone sperimentano dolori cronici ogni anno, ma non vi è alcuna cura per questa condizione. Inoltre, anche se gli antidolorifici oppioidi restano un modo efficace per combattere il dolore moderato o grave, questi farmaci creano dipendenza.

 

Per questo motivo, la comprensione del modo in cui le sensazioni di dolore sono interpretate dal nostro cervello potrebbe essere il primo passo verso la ricerca di un modo diverso per combattere il dolore. Tuttavia, Il Professor John Wood ha spiegato che, per ora, le vere origini del dolore nel cervello sono ignote.

Fonte

 

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