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Quanti Sono i Veri Amici? La Metà di Quelli che Crediamo perché…

Alcuni ricercatori hanno messo a punto la Macchina dell’Amicizia, in sostanza un algoritmo, per valutare la bidirezionalità dei rapporti sociali.

di Daniele Lisi

18 Maggio 2016





AmicheQuanti Sono i Veri Amici? La Metà di Quelli che Crediamo, perché non per tutti i sentimenti di amicizia vi è una reciprocità. Chi trova un amico trova un tesoro, recita il vecchio detto, e mai affermazione fu più veritiera, come sembrerebbe essere vera anche quella che dice che i veri amici si contano sulle dita di una mano. Un rapporto di amicizia è qualcosa quasi di esclusivo, che si basa sulla reciprocità. Quante volte ciascuno di noi ha creduto di avere un amico mentre invece alla fine la persona in oggetto si è rivelata essere solo un conoscente e nulla più. Amicizia è, se vogliamo, una parola grossa, che racchiude in sé una certa quantità di altri concetti. Il vero amico è quello che accorre in caso di difficoltà, che è sempre pronto, compatibilmente alle sue possibilità, a dare una mano, che non si tira mai indietro, che sa ascoltare, che sa dare un consiglio spassionato, che non prova affetto e non è mai sfiorato dall’invidia, dalla voglia di prevalere sull’altro, che sa anche rinunciare a qualcosa di importante se è necessario.

Insomma, solo quando una persona che si ritiene amico risponde a tutti questi requisiti, e forse ne manca anche qualcuno, solo allora può essere considerato un vero amico. Tutti gli altri sono conoscenze più o meno occasionali, persone con cui può essere anche piacevole trascorrere del tempo insieme, ma che oltre ad essere una buona compagnia altro non sono. C’è invece chi ha cercato un altro modo per verificare la vera amicizia e si tratta dei ricercatori dell’Università di Tel Aviv in Israele in collaborazione con il Massachusettes Institute of Technology (Mit) di Boston, che hanno messo a punto la Macchina dell’Amicizia, in sostanza un algoritmo per valutare la bidirezionalità dei rapporti sociali.



AmiciziaSecondo gli autori della ricerca, non basta il giudizio personale per valutare un amicizia, ma è necessario un metodo certo, oggettivo, ed hanno quindi sviluppato un algoritmo che prende in considerazione i rapporti sociali. La ricerca si è avvalsa sulla collaborazione di 600 studenti fra Europa, Stati Uniti e Israele, e alla fine si è potuto verificare che solo il 50% delle amicizie che si ritenevano tali lo erano effettivamente. L’algoritmo si basa essenzialmente sulla reciprocità del rapporto, ovvero sul fatto di essere ricambiati dagli amici nel sentimento di amicizia.

Un metodo probabilmente troppo freddo, che prende in considerazione solo un aspetto del rapporto tra due persone, appunto la reciprocità, senza però valutare anche l’intensità del rapporto di amicizia. Le persone che si sono dimostrare essere amiche in base all’algoritmo rispondevano anche alle caratteristiche elencate in precedenza, ovvero l’essere sempre pronti e disponibili l’uno nei confronti dell’altro, a saper fare delle rinunce, anche significative, se del caso, a non tirarsi indietro, a mantener vivo il sentimento anche a dispetto della lontananza e del tempo, e così via? L’amicizia è qualcosa di molto complesso, perché a volte non si ha nemmeno ben chiaro cosa essa comporti. Dichiararsi amico a parole è facile, ma poi sono i fatti quelli che contano.

E questo un qualsiasi algoritmo, anche se ben studiato, non è certamente in grado Amicizia veradi dirlo. Può probabilmente valutare solo un aspetto della questione, ma non tutte le altre che probabilmente, anzi certamente, valgono ben più di una reciprocità dichiarata a parole. Del resto, quante volte si è rimasti delusi, sconcertati, una volta che ci si è resi conto che l’amico che si riteneva di avere, quello che si pensava fosse l’amico del cuore, altri non era che un conoscente qualsiasi, una persona amica solo quando tutto va bene, quando insieme ci si diverte, ma che scappa a gambe levate, anche vigliaccamente a volte, appena si rende conto di dover fare qualcosa per l’altro, qualcosa che potrebbe anche creargli qualche fastidio.

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