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Come Fare Bene Dei Massaggi Rilassanti (Per NON Professionisti)

Affinché un massaggio rilassante sortisca un certo effetto è necessario anche provvedere ad una corretta ambientazione, perché l’atmosfera è importante quanto il massaggio stesso.

di Daniele Lisi

29 Marzo 2016





MassaggioCome Fare Bene Dei Massaggi Rilassanti (Per NON Professionisti), solo rilassanti però, perché cercare da inesperti di praticare qualche massaggio a chi, per esempio, soffre di mal di schiena, potrebbe anche peggiorare le cose. Il massaggio è una cosa seria, e va fatto solo se si hanno le competenze giuste, quindi le improvvisazioni sono sconsigliate, proprio per evitare guai peggiori. Quando il partner o la partner, o qualcuno di famiglia, chiede un massaggio rilassante, allora ci si può anche cimentare, tuttavia è bene seguire alcune semplici indicazioni in modo da ottenere gli effetti sperati. I massaggi terapeutici, è decisamente meglio lasciarli ai professionisti in quanto, nel migliore dei casi, non si riuscirebbe ad ottenere alcunché. Affinché un massaggio rilassante sortisca un certo effetto è necessario anche provvedere ad una corretta ambientazione, perché l’atmosfera è altrettanto importante, è quella cosa che predispone il soggetto nel modo migliore, sia colui che riceve il massaggio, ma anche il massaggiatore improvvisato. L’ambiente deve quindi essere rilassante, con una illuminazione soffusa e senza fonti di luce intensa, sarà necessaria anche una musica di sottofondo, meglio quella solo strumentale e dolce, niente rock ovviamente, e infine profumare la stanza con una fragranza delicata e rilassante.

Serviranno anche alcune cose, come degli asciugamani delicati, della carta soffice per asportare l’eventuale eccesso di olio e poi, ovviamente, del latte idratante o degli oli essenziali. Questi ultimi sono da preferirsi in generale in quanto ci impiegano più tempo ad essere assorbiti dalla pelle, per cui il massaggio durerà più a lungo, e inoltre sono rilassanti, riattivano la circolazione e sono ricchi di effetti terapeutici. Si potrà scegliere tra l’olio di eucalipto, quello di camomilla, quello di rosmarino, l’olio di orchidea e l’olio essenziale di sandalo, dal profumo più intenso e soave rispetto agli altri appena citati.



Oli essenzialiLa posizione è altrettanto importante, per cui, se non si è degli esperti, è sconsigliabile la posizione sdraiata in quanto potrebbe essere più facile procurare dei danni. La posizione migliore per gli improvvisati è quella seduta, posizione che oltre tutto facilita l’operatività di chi, posizionato alle spalle, potrà avere una maggiore libertà di movimento. Quindi, fare sedere la persona oggetto del massaggio su di una sedia o sgabello privo di schienale e farla piegare in avanti per facilitare il massaggio, semmai utilizzando anche dei guanciali o dei cuscini per fare stare la persona più comoda e già di per sé più rilassata.

Le parti del corpo su cui dedicare maggiori attenzioni quando si praticano i massaggi rilassanti sono le spalle e il collo, più precisamente la zona della cervicale, perché è in queste zone che si accumulano le tensioni. Il massaggio va effettuato con tutta la mano, e non come alcuni ritengono solo con la punta delle dita, oltre tutto con la mano intera ci si stanca meno. Una volta versato l’olio essenziale scelto, iniziare dal fondo della schiena risalendo verso le spalle con movimenti ascendenti, così da seguire il flusso sanguigno che scorre verso il cuore. È possibile utilizzare anche la tecnica dell’impasto che, come dice il suo stesso nome, ricorda di fatto i movimenti che si fanno quando si effettua un impasto in cucina.

Il massaggio deve seguire un certo ritmo, per cui se si è cominciato utilizzando Olio massaggioentrambe le mani, è necessario continuare sempre così, per cui non si può smettere di utilizzare una mano perché stanchi, perché così facendo si romperebbe il ritmo del massaggio e il suo effetto rilassante si perderebbe in buona misura. Per stancarsi meno è possibile utilizzare la tecnica del ventaglio che prevede il passaggio della mano con le dita aperte a mo’ di ventaglio, sempre con movimenti ascendenti dal basso verso l’alto, da metà schiena al collo, senza esercitare alcuna pressione.

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