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Sintomi Cervicale, il Fastidio Rivela che Emozioni e Razionalità non Dialogano

Il collo è un crocevia attraverso cui passano tutte le informazioni che mente e corpo si scambiano, ma non solo, perché anche le emozioni passano attraverso questa strettoia.

di Daniele Lisi

04 Marzo 2016





CervicaleSintomi Cervicale, il Fastidio Rivela che Emozioni e Razionalità non Dialogano, che le strade di comunicazione che passano tutte attraverso il collo, una sorta di imbuto tra testa e resto del corpo, sono interrotte o, quanto meno, intasate. Il tratto cervicale è formato da sette vertebre, la prima delle quali si chiama atlante. Il collo è un crocevia attraverso cui passano tutte le informazioni che mente e corpo si scambiano, ma non solo, perché anche le emozioni passano attraverso questa strettoia che, come è facile intuire, è costituita da un gran numero di vasi, nervi, muscoli, vertebre e altro. Quando qualcosa non funziona, quando si ha un disturbo alla cervicale, vuol dire che l’equilibrio è venuto meno, e quindi a risentirne è solitamente la cervicale che invia dei messaggi di disagio, e lo fa anche in maniera eclatante. Le prime avvisaglie di questo fastidio possono anche essere poco evidenti, o almeno sopportabili, tanto è vero che ci si abitua e non si dà, a torto, troppo peso alla cosa. Una piccola contrattura, la sensazione di avere la testa pesante, sono tutti piccoli fastidi che lasciano il tempo che trovano.

Poi, all’improvviso, ecco che la situazione peggiora e arriva quella fitta che ci mette nelle condizioni sgradevolissime, oltre che dolorose, di non poter più muovere il collo e di poter guardare solo davanti a sé. I muscoli irrigiditi alla fine ci bloccheranno e a quel punto sarà necessario correre ai ripari anche perché, oltre al dolore fisico e all’impossibilità di fare i movimenti anche più banali, entra in gioco anche l’equilibrio della mente e della vita, qualcosa di più importante di un dolore, seppur severo, che prima o poi passerà. Il collo, non solo praticamente, ma anche simbolicamente, è un crocevia attraverso il quale passa di tutto.



Dolore alla cervicaleVi passano le emozioni, le informazioni che mente e corpo si scambiano di continuo, il cibo che si ingerisce, l’aria necessaria per la sopravvivenza, il sangue e tanto altro ancora, si potrebbe anche dire che il collo è una delle parti fondamentali del corpo, per cui è necessario averne estrema cura. Simbolicamente il collo, e nel caso specifico la cervicale, indica un soggetto che punta in una sola direzione, incapace com’è di guardarsi intorno, incapace e di fatto impossibilitato a cogliere ciò che accade intorno a sé, praticamente con i paraocchi che in un certo senso lo isolano, anche se solo parzialmente, dal mondo che lo circonda.

Le deformazioni che possono interessare il tratto cervicale, ovvero l’irrigidimento delle vertebre, portano una serie di fastidi severi quali capogiri e dolore, sintomi che possono anche essere invalidanti, in molti casi. Il collo, oltre a perdere la sua flessibilità per colpa dell’irrigidimento delle vertebre, perde anche la sua funzione di raccordo tra mente e corpo, per cui testa e corpo non riescono più a dialogare come dovrebbero, come se fossero di fatto due parti distinte e separate, non più in grado di scambiarsi le necessarie informazioni, o almeno in massima parte, con le emozioni che vengono in gran parte sacrificate rispetto al pensiero.

Le deformazioni cui il tratto cervicale può andare incontro sono diverse, ciascuna con un preciso significato simbolico. Il collo paradosso, con la colonna vertebrale che inverte la sua concavità irrigidendosi. Simbolicamente i soggetti con questo Colloproblema si comportano in maniera opposta a come dovrebbero, costretti a fare l’opposto di quanto vorrebbero fare. Senza collo, con le vertebre più ravvicinate tra loro, e con conseguente perdita di elasticità. Simbolicamente questi soggetti sono più solidi, in quanto il peso da portare sulle spalle è rilevante e richiede una certa resistenza. Infine il collo in avanti, con le vertebre che portano la testa in avanti rispetto al corpo. Simbolicamente questi soggetti sono orientati sempre in avanti, verso il futuro, e non hanno la capacità di fermarsi quando invece occorrerebbe farlo.

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