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Lotta ai Tumori, scoperto l’interruttore che attiva la proliferazione

La scoperta è frutto di uno studio effettuato presso la Columbia University di New York ad opera di due ricercatori italiani, Antonio Iavaromne e Anna lasorella.

di Daniele Lisi

20 Gennaio 2016





RicercaLotta ai Tumori, scoperto l’interruttore che attiva la proliferazione delle cellule cancerogene, un passo avanti nella comprensione dei meccanismi che rendono questa malattia una delle più difficili da trattare in assoluto. La scoperta è frutto di uno studio effettuato presso la Columbia University di New York ad opera di due ricercatori italiani, Antonio Iavaromne e Anna lasorella, due dei tanti cervelli del nostro paese fuggiti all’estero perché in Italia non avrebbero potuto fare granché, vista l’esiguità delle risorse che lo stato italiano mette a diposizione per la ricerca. Tutto infatti è demandato alle offerte degli italiani, o a somme elargite da aziende che comunque ne ricavano un benefico fiscale. Anche all’estero avviene questo, solo che mentre in Italia si tratta della quasi totalità dei finanziamenti, altrove vi è anche una corposa fetta messa a disposizione dallo stato che sicuramente dimostra di avere maggiore lungimiranza, ma tant’è e bisogna continuare ad assistere a questi esodi. L’importante comunque è che le capacità vengano messe a frutto e che le ricerche vengano effettuate e siano sempre più determinanti per la coperta di un modo per mettere finalmente all’angolo il cancro.

Tornando alla ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature, questa riguarda in particolar modo un tipo di tumore molto aggressivo del cervello, il glioblastoma, ma non è detto che poi possa anche interessare altri tipi di tumore. Nello specifico la ricerca riguarda le cellule staminali dei tumori, cellule che consentono ai tumori stessi di sopravvivere alle cure e alla chemioterapia e di dar luogo a nuovi tumori, alle metastasi. Si tratta, secondo gli autori della ricerca, di una scoperta importante perché potrebbe essere la svolta per comprendere come intervenire su quell’interruttore che blocca la proliferazione dei tumori.



RicercaSecondo i ricercatori, quanto un tumore è in fase di sviluppo, cresce grazie all’azione di due proteine, la Hif (Hypoxia Inducible Factor) alfa 1 e alfa 2, che a loro volta però vengono messe fuori combattimento da un’altra proteina, la la Vhl (von Hippel-Lindau), che però, a sua volta, viene bloccata da una ulteriore proteina, la id-2 che di fatto impedisce che venga bloccata la proliferazione delle cellule tumorali. In sostanza, la proteina in questione, la id-2, mette il glioblastoma nelle condizioni di adattarsi alle condizioni sfavorevoli e, quindi, di continuare a moltiplicarsi indisturbato. Insomma, il tumore ha trovato il modo di inibire il meccanismo che ne bloccava la proliferazione.

Ora, grazie ricerca della Columbia University di New York, si potrà cercare di mettere a punto un farmaco che, a sua volta, possa in qualche modo bloccare la proteina Id-2, la proteina che consente al tumore di crescere e moltiplicarsi, ripristinando quindi il meccanismo iniziale che rende riusciva a bloccarne la proliferazione. Ovviamente questa scoperta, anche se molto importante e probabilmente fondamentale per comprendere determinati meccanismi di proliferazione tumorale, rappresenta solo il primo passo verso una maggior comprensione dell’evoluzione dei tumori, primo passo seppur molto importante. Ora saranno necessari ulteriori studi per mettere in pratica ciò che fino ad ora è Ricercasolo una possibilità teorica.

Riuscire a rendere le cellule tumorali più aggredibili, a disattivarne la proliferazione e quindi a indurne la morte è l’obiettivo principale di tutti i ricercatori che si dedicano allo studio dei tumori. Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e non priva di difficoltà, ma ogni nuova scoperta aggiunge un nuovo tassello alla conoscenza, avvicinando sempre più l’obiettivo finale, ovvero la definitiva sconfitta del tumore.

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