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Pancia gonfia e grasso addominale pericolosi anche per i magri, i rischi sono che…

Secondo una recente ricerca sarebbero quindi i magri con la pancetta pronunciata ad essere più a rischio, mentre lo sarebbero meno coloro che invece i chili in più li hanno ben distribuiti.

di Daniele Lisi

02 Dicembre 2015





Grasso addominalePancia gonfia e grasso addominale pericolosi anche per i magri, i rischi sono che il grasso addominale, metabolizzato dal fegato, si trasformi in colesterolo che, si sa, è nemico del cuore. Molteplici sono i fattori di rischio per patologie cardiovascolari. Colesterolo, ipertensione, stress, fumo, familiarità, diabete, sono tutti fattori di rischio modificabili, tranne la familiarità e diabete ovviamente. Infatti, con un adeguato stile di vita è possibile ridurre drasticamente il rischio infarto, solo che il più delle volte non ci si pensa, ci si lascia irretire, o meglio, tentare da un gustoso manicaretto che, oltre al buon sapore, è quasi sempre anche ricco di grassi in eccesso che, alla fine, rappresentano un vero attentato alla salute. Naturalmente, se ciò avviene una volta tanto, se la trasgressione è veramente una eccezione, poco male, i guai arrivano quando le trasgressioni cominciano invece ad essere la normalità. Allora, inevitabilmente, la pancetta comincia a crescere e, se non si corre prontamente ai ripari, il rischio di incorrere in un evento cardiaco infausto diventa sempre più elevato. Basterebbe solo affidarsi ad un po’ di buon senso per essere sempre in forma.

Un recente studio condotto dai ricercatori della Mayo Clinic del Minnesota che ha coinvolto circa 15mila persone di età compresa tra i 18 e i 90 anni ha evidenziato che gli uomini magri con la pancetta hanno un rischio di morte per malattie cardiovascolari doppio rispetto ai soggetti in sovrappeso o addirittura obesi. Secondo il dott. Francisco Lopez Jimenez, uno degli autori della ricerca, l’accumulo di grasso addominale sarebbe favorito in particolar modo dallo stress e, nello specifico, dall’azione del cortisolo, noto appunto come ormone dello stress. Quindi, oltre alle abitudini alimentari errate, entrerebbe in gioco anche lo stress che, come è noto, è anche un altro fattore di rischio cardiovascolare.



ColesteroloParadossalmente sarebbero quindi i magri con la pancetta pronunciata ad essere più a rischio, mentre lo sarebbero meno coloro che invece i chili in più li hanno ben distribuiti. Infatti, sembra che il fegato metabolizzi in prevalenza il grasso addominale trasformandolo in colesterolo che, come detto anche in precedenza, è uno dei fattori di rischio cardiovascolare più pericolosi in assoluto. Se ne deduce che non basta solamente fare attenzione a tavola, eliminando quindi tutti gli alimenti che notoriamente rappresentano un rischio per la linea e per il peso forma, ma è necessario anche cercare di controllare lo stress, cosa più semplice a dirsi che a farsi.

Ciò non vuol dire che essere in sovrappeso o, peggio, obesi metta al riparo dal rischio cardiovascolare perché, in tutti i casi, è bene cercare di essere sempre in forma in quanto vi sono anche altre gravi patologie legate ai chili di troppo anche se uniformemente distribuiti. Tra queste si ricordano il diabete e anche alcuni tipi di tumore, per cui è necessario condurre uno stile di vita adeguato, e ciò comprende anche un corretto regime alimentare. Del resto basta solo un poco di attenzione, eliminare gli alimenti che notoriamente sono responsabili dell’aumento di peso e fare attenzione anche alle quantità.

Il grasso si distribuisce sul corpo in modo differente a seconda del sesso. Le donne tendono a metterlo sui fianchi e le cosce, mentre gli uomini sull’addome, e Camminaresono quindi proprio i maschietti ad essere più esposti al rischio cardiovascolare. È possibile evitare tutto ciò, tuttavia la sola alimentazione non basta. È necessario anche fare attività fisica di tipo aerobico, quindi corsa, jogging, camminata veloce o cyclette, da praticare con costanza, e non solo nel fine settimana. Per contrastare il grasso addominale è necessario camminare a passo sostenuto almeno 50 minuti tre volte a settimana, oppure 30 minuti almeno 5 giorni a settimana. A giovarne sarà tutto l’organismo, e si terrà a base anche lo stress.

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