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Abuso psicologico, 5 comportamenti che rendono la vita impossibile e spesso passano inosservati

L’abuso psicologico è sottile, passa per lo più inosservato, ma i danni che può produrre sono forse ancor più gravi perché restano nel tempo, diventano un patrimonio, negativo ovviamente, della vittima.

di Daniele Lisi

11 Novembre 2015





Violenza psicologicaAbuso psicologico, 5 comportamenti che rendono la vita impossibile e spesso passano inosservati, non vengono riconosciuti proprio perché l’aggressore psicologico, diciamo così, riesce a mascherarli così bene da far sentire la vittima colpevole. L’abuso non è solo fisico, quello lo si riconosce facilmente perché è più che evidente, così come i danni che procura. L’abuso psicologico invece è sottile, passa per lo più inosservato, ma i danni che può produrre sono forse ancor più gravi perché restano nel tempo, diventano un patrimonio, negativo ovviamente, della vittima che, oltre tutto, non si rende nemmeno conto di essere tale. Questo genere di abuso accade, quasi sempre, nell’ambito familiare, un po’ meno sul lavoro, e proprio perché perpetrato dalle persone che si amano, diventa ancor più tragico, e al tempo stesso incomprensibile. Il buon senso vorrebbe che tra persone che hanno liberamente deciso di condividere la propria esistenza ci sia una totale unità d’intenti, amore, rispetto reciproco, tolleranza, e tanto altro ancora, e non il desiderio, anche se inconscio, di prevalere uno sull’altra, di essere il soggetto dominante, di poter disporre a proprio piacimento della volontà e della vita altrui.

Tante sono le forme di abuso psicologico; si va dalla denigrazione, alla coercizione, offesa, disprezzo, umiliazione, ricatto, svalutazione, menzogna, privazione della privacy, noncuranza, trascuratezza affettiva, e tanto altro ancora, sono tutte forme di abuso psicologico che mettono chi le subisce in una posizione di inferiorità nei confronti del soggetto dominante. Di norma chi utilizza la violenza psicologica è un soggetto frustrato, che scarica sul suo bersaglio le sue insicurezze, i suoi fallimenti e inoltre è una persona che non è capace di relazionarsi, mentre una qualsiasi relazione presuppone la reciprocità, la comprensione dell’altro, il rispetto della persona, delle sue necessità e dei suoi sentimenti.



AbusoCinque sono i comportamenti che più spesso rendono la vita di chi li subisce di fatto impossibile, triste, difficile da sopportare. Innanzi tutto il Gaslighting, termine preso in prestito da una rappresentazione teatrale inglese in cui il protagonista cerca di convincere la moglie di essere pazza. Lo fa adottando un comportamento che definire strano è poco, manipolando oggetti e negando al tempo stesso di averlo fatto in modo che la povera sventurata si convinca di sbagliare. L’aggressore, con i suoi comportamenti e le sue bugie, giorno dopo giorno, riesce a far dubitare la vittima delle sue facoltà mentali, della sua memoria, del suo equilibrio.

Il silenzio, altro comportamento che può essere adottato come forma di violenza psicologica. L’aggressore lo utilizza come strumento di punizione nei confronti della vittima che si sente completamente ignorata, come se non esistesse, e alla fine, non riuscendo più a sopportare questa situazione, finisce con il chiedere scusa anche per cose che non ha fatto e di cui non è responsabile. Alla fine il persecutore, giocando sulle emozioni della vittima, riesce a manipolarla. La proiezione, ovvero l’aggressore proietta sulla vittima le sue frustrazioni, le sue emozioni negative, le sue menzogne, i suoi tradimenti, accusandola di essere lei, o ovviamente lui, a compierle, fino a convincerla.

L’intimidazione, ovvero una violenza psicologica, mai fisica, fatta di minacce poi non tanto velate, o meglio, indirette, facendo capire alla vittima quali Abusopotrebbero essere le conseguenze delle sue azioni, e rendendola anche convinta di essere la sola responsabile di ciò che potrebbe accadere, anche se in effetti è l’esatto contrario. Infine il vittimismo, ovvero il persecutore scarica sulla vittima quelle che sono invece le su colpe e le sue responsabilità, fin quando alla fine, chi subisce la violenza psicologica, si convincerà di essere il solo responsabile e finirà con il chiedere scusa anche di cose che non ha fatto, di comportamenti o azioni di cui non è per nulla responsabile.

 

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