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Prevenzione Infarto, le manovre di rianimazione che tutti dovrebbero saper fare

In caso di infarto è importante arrivare in una struttura sanitaria attrezzata entro circa 45 minuti dall’infarto così come è importante saper intervenire se una persona colta da infarto va in arresto cardiaco.

di Daniele Lisi

25 Settembre 2015





Massaggio cardiacoPrevenzione Infarto, le manovre di rianimazione che tutti dovrebbero saper fare perché la rapidità di intervento può salvare una vita. In Italia ogni anno più di 300mila persone perdono la vita a seguito di un infarto. Ovviamente non tutti gli infarti sono uguali. La maggior parte offrono una possibilità di sopravvivenza, sempre che si intervenga rapidamente, per altri invece non c’è scampo, in particolare quando ad essere interessato dall’occlusione è il tronco comune. Quindi, anche e soprattutto per quanto riguarda l’infarto, la parola magica è prevenzione, perché solo così è possibile evitare, o almeno ridurre drasticamente il rischio di essere colpiti da un evento cardiaco più o meno catastrofico. È importante quindi condurre uno stile di vita sano, limitare, meglio ancora, eliminare i vari fattori di rischio e imparare anche a riconoscere i piccoli segnali di allarme che in molti invece sottovalutano. Oggi, se si interviene preventivamente, è possibile ridurre drasticamente il rischio infarto. Un tempo, in caso di occlusione di una coronaria, la sola possibilità di intervento era rappresentata da una operazione di bypass, mentre oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, si può intervenire con una angioplastica.

Ma a parte la prevenzione, una grande importanza riveste anche la rapidità di intervento. È necessario poter arrivare in una struttura sanitaria attrezzata entro circa 45 minuti dall’infarto così da ridurre il rischio di danno permanente al muscolo cardiaco. È anche importante saper intervenire se una persona colta da infarto va in arresto cardiaco. Ovviamente la prima cosa da fare è quella di chiamare immediatamente il pronto intervento, ma nel frattempo sarebbe necessario effettuare le manovre di rianimazione cardiopolmonare che possono ridurre in maniera significativa il rischio di morte. Uno studio danese ha constatato che una corretta rianimazione cardiaca è in grado di ridurre del 30% il rischio di danni permanenti al cervello e il rischio di morte.



InfartoPurtroppo sono poche le persone che sanno praticare il massaggio cardiaco, che è poi la manovra più importante da praticare in caso di arresto cardiaco. È di appena pochi giorni fa la vicenda che ha interessato un giocatore di basket, colpito da infarto in campo, e salvato grazie al massaggio cardiaco praticato da una dottoressa che per caso era presente all’incontro. Si tratta di una manovra non particolarmente complessa, facile da imparare, e che può essere praticata senza eccessivi problemi. Il rischio è legato solo alla possibilità che si possa rompere una costola del paziente, ma questo sicuramente sarebbe il male minore se rapportato ad un arresto cardiaco.

Riportiamo qui di seguito quanto spiegato da un medico rianimatore sulle modalità da seguire per praticare una corretta rianimazione per mezzo di un massaggio cardiaco. È fondamentale ripristinare la circolazione altrimenti, con il cervello privo di irrorazione sanguigna, il paziente può morire nel giro di 8-10 minuti. Per prima cosa sistemare il paziente supino su una superficie rigira, quindi non sul letto. Inginocchiarsi vicino al collo e alle spalle del paziente, mettere il palmo della mano al centro del torace del paziente e l’altra mano sopra la prima. Tenere i gomiti diritti e le spalle in linea con le mani, così da poter praticare la compressione nel modo migliore, più efficace.

Scaricare tutto il peso del corpo, e quindi non delle braccia visto che devono essere mantenute rigide, sul torace del paziente, e cercare di abbassare il torace Massaggio cardiacocon forza, anche di cinque centimetri. Il ritmo delle compressioni dovrebbe arrivare più o meno a 100 compressioni al minuto. Continuare il massaggio cardiaco finché il paziente non dà segni di movimento, oppure finché non arriva l’ambulanza, senza mai interromperlo, nemmeno per effettuare la respirazione artificiale. Questa può essere praticata solo se si è in due a soccorrere il paziente. Il massaggio deve essere continuo e la cadenza costante, ed è comunque consigliabile protrarlo fino all’arrivo del personale di pronto soccorso.

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