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Ragazza con malformazione posa in Bikini ed insegna cos’è la vera bellezza

Lei è Isabella Leclair, una ragazza diciannovenne di New Brunswick, in Canada, affetta dalla Sindrome di Parkes Weber, una malattia genetica molto rara.

di Daniele Lisi

23 Luglio 2015





Isabella LeclairRagazza con malformazione posa in Bikini ed insegna cos’è la vera bellezza che, come dice lei, non è quella esteriore, bensì quella interiore, ovvero ciò che si è. Lei è Isabella Leclair, una ragazza diciannovenne di New Brunswick, in Canada, affetta dalla Sindrome di Parkes Weber, una malattia genetica molto rara, caratterizzata da una malformazione dei capillari, delle vene, delle arterie e del sistema linfatico , solitamente di uno degli arti inferiori, più raramente di entrambi ancor più raramente delle braccia, del tronco o del viso. Tale malformazione può determinare ipertrofia della parte del corpo interessata dal problema, con conseguente abnorme rigonfiamento anche  molto evidente. Nello specifico Isabella Leclair ha la gamba destra che è praticamente più del doppio di quella sinistra, tanto è vero che raggiunge il peso di 18 chili. Trattandosi di una malattia genetica non è possibile prevenirla, anche se fortunatamente ha una incidenza estremamente bassa. Esordisce sin dalla prima infanzia e la sola cosa possibile da fare è quella di cercare di limitare la dilatazione dell’arto utilizzando delle calze molto strette, se l’arto interessato è una gamba ovviamente.

Non esiste cura per la Sindrome di Parkes Weber, tuttavia è possibile limitare i danni, anche se molto relativamente, praticando una leggera attività fisica che non carichi la gamba interessata, per cui il nuoto risulterebbe essere la soluzione migliore. Il difetto, una volta che si è palesato, non può essere nascosto in quanto, come detto in precedenza, le dimensioni dell’arto interessato dall’ipertrofia possono essere anche notevoli, come accade appunto alla giovane Isabella. Ma la coraggiosa ragazza canadese ha affrontato la sua malformazione con uno spirito che definire invidiabile è riduttivo. Non esita infatti a mettere il bikini o ad indossare  i calzoncini corti, perché non intende minimamente farsi condizionare dalla sua malattia.



DNADel resto non è che possa fare diversamente, tuttavia il coraggio da lei dimostrato può essere di esempio anche per altre persone interessate da un handicap qualsiasi, handicap più o meno visibile, che sono restie a mostrare il proprio corpo perché timorose del giudizio degli altri. Isabella sostiene che mostrarsi sicuri di sé, avere fiducia, induce negli altri un senso di ammirazione piuttosto che di pietà. La pietà è per coloro che non hanno il coraggio di essere se stessi, che appunto temono il giudizio degli altri, anche se poi non hanno alcuna colpa per la loro diversità.

La bellezza non è tanto la perfezione fisica, che sicuramente gioca un ruolo importante, ma lo è ancor di più ciò che si è interiormente, i sentimenti, il modo di essere, il modo di rapportarsi con gli altri, è ciò che si legge negli occhi di una persona. Del resto, come suol dirsi, gli occhi sono lo specchio dell’anima, e se l’anima è bella, è limpida, lo sarà di conseguenza anche la persona, a prescindere che abbia, come nel caso di Isabella Leclair, una gamba di diciotto chili e un’altra che è meno della metà di quella interessata dalla ipertrofia.

Ciò che conta è la vita avuta in dono, la possibilità di poter godere, anche se limitatamente alle proprie possibilità, delle bellezze del mondo, delle Ricercapiccole gioie di tutti i giorni che possono essere una bella giornata di sole, una passeggiata in riva al mare, assistere ai miracoli della natura, l’affetto che si riceva dai propri amici, dalle persone che si ama, ma anche dall’amico cane con cui si condivide l’esistenza. Se poi si ha avuto in dote una gamba un po’ diversa dal normale, questo non deve rappresentare un motivo per non gioire di tutte queste piccole o grandi cose che possono capitare nella vita. Questo è quanto dice la giovane Isabella Leclair, e darle torto risulta difficile.

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