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Come prevedere e prevenire un Ictus poco prima che accada

L’ictus è una delle principali cause di morte e, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, rappresenta fra le persone con più di sessantacinque anni la seconda causa di decessi. Per prevenirlo i ricercatori italiani hanno messo a punto un particolare monitor cardiaco

di Redazione

20 Luglio 2015





Come prevedere e prevenire un Ictus poco prima che accada

L’ictus è una delle patologie più diffuse a livello mondiale tanto da essere considerata la terza causa di morte nei Paesi industrializzati. Per prevenire l’ictus è importante modificare gli stili di vita, abbandonare il fumo, tenere sotto controllo la pressione arteriosa ed il peso corporeo; inoltre, è importante praticare con regolarità dell’attività fisica.

Per riuscire a prevedere e a prevenire l’ictus poco prima che accada i ricercatori italiani dell’Università cattolica del Policlinico Gemelli di Roma si sono associati con medici della Nothwestern medicine per elaborare un particolare strumento salvavita.

Lo studio ha riguardato, in particolare, l’ictus criptogenetico che si presenta nel 25% di coloro che hanno già avuto un ictus  e che è causato dalla fibrillazione atriale. All’interno del cuore si creano dei coauguli che poi passano fino al cervello provocando un pericoloso ictus.



La ricerca si è svolta su ben 441 pazienti alla metà dei quali è stato applicato un particolare strumento, un monitor cardiaco grazie al quale tenere sempre sotto controllo l’attività cardiaca. Nel caso in cui venisse registrato un evento anomalo questo verrebbe subito comunicato al medico di riferimento.

Come prevedere e prevenire un Ictus poco prima che accadaIn questo modo è stato rilevato che circa il 30% delle persone che hanno manifestato i sintomi dell’ictus criptogenetico ha avuto degli episodi di fibrillazione atriale che è stata segnalata dall’innovativo strumento. Per prevenire il manifestarsi della pericolosa malattia gli esperti hanno sottoposto i pazienti a cure specifiche a base di farmaci in grado di fluidificare il sangue.

I ricercatori italiani, il Dottor Vincenzo di Lazzaro ed il Dottor Tommaso Sanna con i colleghi della Northwestern Medicine, hanno poi pubblicato i risultati ottenuti sulla rivista scientifica New England of Medicine. L’applicazione del piccolo monitor si è rivelato fondamentale non soltanto per ridurre i casi di decessi ma anche per limitare le conseguenze legate all’ictus.

L’importante studio ha quindi aperto la strada per ulteriori ricerche che presto potranno rendere l’ictus sempre più prevedibile e curabile.

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