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Campanelli d’allarme dell’Alzheimer, Test per individuare la Malattia 10 anni prima

Si ritiene che l'esordio dellAlzheimer possa essere collocato anche 10 anni prima della sua comparsa, e alcuni segnali di leggero degrado cognitivo potrebbero essere un campanello d’allarme.

di Daniele Lisi

15 Luglio 2015

AlzheimerCampanelli d’allarme dell’Alzheimer, Test per individuare la Malattia 10 anni prima potrebbero diventare un valido supporto diagnostico in breve tempo grazie anche ad uno studio condotto presso il Rush University Medical Center di Chicago, coordinato dal dott. Kumar B. Rajan. L’Alzheimer, come tutti sanno, è una grave malattia degenerativa del sistema nervoso centrale, chiamata anche genericamente demenza senile, le cui cause non sono del tutto chiare, anche se la ricerca negli ultimi anni ha fatto notevoli passi avanti, tranne che nella cura. Tale malattia è ormai noto che non si sviluppa all’improvviso, anche se sembra manifestarsi quasi di punto i bianco. Si ritiene infatti che il suo esordio possa essere collocato anche 10 anni prima della sua apparizione, come del resto sembra dimostrare la ricerca citata in precedenza. Alcuni segnali di leggero degrado cognitivo potrebbero essere un campanello d’allarme, il primo segno che nel giro di qualche anno, l’Alzheimer possa palesarsi in modo chiaro, cambiando quindi radicalmente la vita, non solo del paziente, ma anche di familiari ed amici, insomma di un po’ di tutte le persone che dividono la loro vita con il malato.

Parlare di cambiamento radicale della vita è in effetti un eufemismo, perché da quel momento in poi sarà, purtroppo, un peggioramento continuo, un avvicinarsi inesorabilmente alla fine. Il malato, nel giro di qualche anno, e anche meno, diventerà una persona completamente diversa da quella che era un tempo, e mentre il paziente vivrà questo cambiamento indubbiamente con un certo disagio, in particolar modo all’inizio, per i familiari sarà una prova veramente difficile da affrontare, perché oltre tutto non vi è, allo stato attuale, nessun modo per limitare i danni, diciamo così. Chi per sua fortuna non ha vissuto una esperienza del genere non potrà mai capire l’entità del dramma che i familiari saranno costretti a vivere.

TestaMa queste sono cose che tutti, più o meno conoscono. Lo studio del Rush University Medical Center di Chicago, si è avvalso della collaborazione volontaria di oltre 2 mila persone dell’età media di 73 anni, oggetto di osservazione per circa 18 anni, e in questo lasso di tempo circa un quinto di essi ha sviluppato la demenza senile. I soggetti osservati sono stati sottoposti ogni tre anni a test cognitivi e coloro che, nel tempo, hanno fatto registrare più errori di memoria, erano poi coloro che avevano il 10% in più di probabilità di ammalarsi di Alzheimer. Questo studio, oltre a dimostrare che la demenza senile potrebbe avere anche un esordio nascosto anche lontano nel tempo, praticamente al momento non è di alcuna utilità, in quanto non esistendo una cura specifica in grado di affrontare con successo la malattia, non consente di curare il problema precocemente.

La ricerca scientifica, come detto in precedenza, ha fatto negli ultimi anni diversi passi avanti, facendo luce in qualche modo sulle cause della malattia, ma per una eventuale cura risolutiva saranno necessari ancora diversi anni e tanta ricerca. Ciò non significa che, nel medio periodo, si possa trovare qualcosa che sia almeno in grado di rallentare significativamente l’evolversi della malattia. Al momento, resta solo la prevenzione, e questa passa inevitabilmente attraverso lo stile di vita.

Per stile di vita s’intende quindi non solo una vita più o meno sedentaria, il tabagismo, il consumo di alcool, ma anche il regime alimentare. Vi sono Pazientemolti alimenti, tutti di origine vegetale, che sono particolarmente ricchi di tante buone sostanze che si rivelano essere delle vere amiche della salute, e quindi anche del cervello. Basti pensare, ad esempio, agli antiossidanti, indispensabili per contrastare i radicali liberi e quindi per prevenire non poche malattie anche gravi tra cui appunto anche l’Alzheimer. Ne consegue che è necessario porre sempre molta attenzione a ciò che si mette nel piatto, il solo modo per poter contare su di una buona salute e su di una più che soddisfacente aspettativa di vita.



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