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Cura Tumori, scoperta pianta mediterranea che uccide le cellule maligne

L'estratto acquoso della Ruta Graviolens è in grado di indurre la morte delle cellule cancerogene tipiche di questo tumore cerebrale, senza intaccare le cellule sane.

di Daniele Lisi

10 Luglio 2015





RutaCura Tumori, scoperta pianta mediterranea che uccide le cellule maligne di un particolare tumore del cervello, il glioblastoma multiforme, un tumore estremamente aggressivo. Lo studio condotto da un gruppo di ricercatori della Seconda Università di Napoli, coordinato da Luca Colucci D’Amato, docente di Patologia generale del dipartimento di Scienze e tecnologie ambientali biologiche e farmaceutiche sella Seconda Università di Napoli, ha scoperto che l’estratto acquoso della Ruta Graveolens L., una pianta erbacea mediterranea appartenente alla famiglia delle Rutacee, di cui fanno parte anche gli agrumi, è in grado di indurre la morte delle cellule cancerogene tipiche di questo tumore cerebrale, senza poi intaccare le cellule sane. La sperimentazione preclinica ha dimostrato l’efficacia di questo estratto su cellule coltivate in vitro, ricerca quindi che non è ancora passata allo stadio successivo, ovvero quello per verificare se quanto avviene in vitro è poi replicabile nell’uomo. In tutti i casi, anche se si è appena al primo atto, diciamo così, si tratta di una scoperta sorprendente che traccia la strada per futuri approfondimenti che potrebbero rappresentare una svolta nella lotta contro questo tipo di tumore.

Si sa, purtroppo, che non sempre ciò che si ottiene in laboratorio su cellule coltivate in vitro è poi completamente replicabile sull’uomo, così come non sempre i successi che si ottengono sulle cavie da laboratorio trovano poi conferma su pazienti umani. Questo è necessario chiarirlo per evitare che la notizia, seppur assai importante, possa generare false speranze in pazienti affetti da glioblastoma multiforme, tuttavia è lecito pensare che una simile scoperta possa essere il primo fondamentale passo per arrivare in tempi che purtroppo in partenza non sono mai certi, ad una cura che possa essere sostanzialmente risolutiva. Si tratta in sostanza di una lotta non solo contro la malattia, ma anche contro il tempo, che gioca un ruolo fondamentale nel decorso del tumore.



RicercaLo studio in questione è stato finanziato dal Network per la salvaguardia e la gestione delle risorse genetiche agro-alimentari Agrigenet, dal Progetto sicurezza, sostenibilità e competitività nelle produzioni Agroalimentari della Campania Carina e dal Programma di ricerca scientifica di rilevante interesse nazionale. Vista l’importanza della ricerca, è auspicabile che i finanziamenti non si esauriscano proprio quando si è giunti ad una scoperta di notevole valore. Il vero problema della ricerca è, come al solito, la cronica mancanza di fondi per i finanziamenti che sono ormai da anni delegati ai privati o ad aziende, mentre lo stato che dovrebbe essere il primo finanziatore, il più delle volte risulta essere completamente assente.

Come dice Claudia Ciniglia, docente di Botanica della Sun, le sostanza naturali sono una fonte inesauribile e quindi inestimabile di nuove molecole che risultano essere efficaci, o che lo potrebbero essere, nella lotta contro il cancro. Madre natura ci mette a disposizione una infinità di sostanze che risultano essere delle vere amiche della salute. Molti alimenti, infatti, hanno proprietà curative e non solo, perché risultano essere anche la soluzione migliore per la prevenzione di non poche patologie, anche gravi. Si dovrebbe preservare la natura non solo per limitare i danni del riscaldamento globale, ma anche perché si tratta di una miniera a cielo aperto da cui poter attingere a piene mani.

Invece la bramosia degli uomini, il profitto, ma anche una buona dose di Ricercastupidità, non hanno fatto altro che distruggere intere arree che invece sarebbero state una eccellente fonte di sostanze utili all’uomo. Molte risorse naturali ormai sono andate completamente distrutte, per cui eventuali molecole potenzialmente amiche della salute sono definitivamente scomparse dal pianeta. Un danno inestimabile che in troppi non prendono nemmeno in considerazione, così come non si pensa che si corre il rischio di lasciare alle generazioni future un pianeta sempre più povero e in affanno.

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