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Quando il Dolore al Petto è un Campanello d’Allarme per l’Infarto

L’infarto si verifica perché una coronaria si ottura completamente o è talmente ostruita da non consentire il passaggio del sangue che quindi non potrà rifornire di ossigeno una determinata porzione di muscolo cardiaco.

di Daniele Lisi

13 Maggio 2015





Dolore infartoQuando il Dolore al Petto è un Campanello d’Allarme per l’Infarto, quando è necessario ricorrere velocemente ad uno specialista o, nei casi più sospetti, quando è necessario recarsi prontamente in ospedale, al padiglione urgenze? Non è sempre facile comprendere se si tratta o meno di un evento cardiaco perché questo può presentarsi anche in modi assai diversi dal classico dolore toracico. Nell’immaginario collettivo un dolore al petto è sinonimo d’infarto o, quanto meno di un attacco ischemico che, se vogliamo, è l’anticamera dell’infarto stesso, ma in effetti non è esattamente così. Un qualsiasi dolore al petto può essere la conseguenza anche di altre patologie o disturbi, anche di poco conto, così come un mal di stomaco può invece essere il sintomo di un infarto in atto. Bisogna saper distinguere, anche se oggettivamente non sempre è cosa facile per cui, nel dubbio, è sempre meglio recarsi in ospedale perché, è bene essere chiari sull’argomento, la rapidità dell’intervento è ciò che può fare la differenza tra la vita e la morte, tra un danno cardiaco di poco conto o del tutto assente, e un danno con cui invece si dovrà convivere per tutta la vita.

L’infarto si verifica perché una coronaria si ottura completamente o è talmente ostruita da non consentire il passaggio del sangue che quindi non potrà rifornire di ossigeno una determinata porzione di muscolo cardiaco. Il danno vero e proprio comincia a verificarsi dopo circa 30-40 minuti, per cui se si riesce ad intervenire con tempestività e se si ha la fortuna di arrivare in una struttura ospedaliera dotata di una sala di emodinamica, l’infarto è praticamente reversibile, nel senso che non si verifica un danno al muscolo cardiaco che quindi non avrà una riduzione della sua funzionalità. Ragion per cui è bene non sottovalutare mai un dolore toracico, o anche una sintomatologia diversa che potrebbe essere ricondotta ad un evento cardiaco negativo.



AterosclerosiBisogna inoltre ricordare anche che esistono infarti silenti, che non danno nessun segnale nel momento in cui si verificano, e solitamente si evidenziano per caso, in occasione di un elettrocardiogramma eseguito per altra ragione. Sono poco frequenti, e il più delle volte si tratta di infarti di poco conto, tuttavia si tratta di una eventualità da non sottovalutare. Quando invece l’infarto è accompagnato dal classico dolore toracico, questo è il più delle volte inequivocabile, perché all’inizio il dolore è di lieve entità, ma nel giro di qualche decina di secondi cresce fino a diventare insopportabile, acuto, un dolore che non lascia adito a dubbi. Solitamente, anche se in molti non se ne rendono conto, è preceduto da una sensazione di angoscia inspiegabile, un malessere intenso che si trasforma rapidamente nell’evento infartuale.

Come detto in precedenza, l’infarto si può presentare anche con un dolore di natura differente, come ad esempio un dolore allo stomaco, a volte accompagnato anche da dolore ad entrambe le spalle. Anche in questo caso è bene ricorrere prontamente alle cure della struttura ospedaliera più vicina. Meglio fare una visita a vuoto in ospedale piuttosto che non avere più il tempo di arrivarci. La differenza nella localizzazione del dolore dipende molto anche dal tipo d’infarto. Questi sono diversi, e dipende da quale coronaria non è più in grado di alimentare il muscolo cardiaco. Vi è l’infarto inferiore, solitamente il meno grave, quello posteriore che è collegato alla coronaria destra e anche in questo caso non è particolarmente pericoloso, vi è quello anteriore che invece è tra i peggiori, soprattutto se esteso.

Infine vi è anche l’infarto che si verifica per l’occlusione del tronco comune. Questo è un evento infartuale che non lascia scampo, solitamente si passa dalla vita alla morte senza quasi nemmeno Angioplasticaaccorgersene. Per questa ragione la prevenzione risulta essere sempre la strategia migliore per ridurre il rischio infarto. In tutti i casi è necessario non sottovalutare mai un dolore toracico, un mal di stomaco inusuale, una sensazione di stretta alla gola, un senso di peso sul petto, a prescindere che si tratti dell’emitorace destro o sinistro o della zona sternale. Del resto oggi, se si interviene per tempo, è possibile rimettere le cose a posto abbastanza velocemente. Basta infatti una coronarografia ed un angioplastica per eliminare l’ostruzione perché in fondo, si tratta semplicemente di un problema idraulico.

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