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Estratto dalla pianta di Cardo per disintossicare il Fegato grasso

Uno studio presentato al Congresso Internazionale sul Fegato ha dimostrato che la Silimarina, sostanza derivata dal succo latteo nello stelo della pianta, è in grado di migliorare la fibrosi nei pazienti con steatosi epatica non alcolica.

di Daniele Lisi

02 Maggio 2015





Cardo marianoEstratto dalla pianta di Cardo per disintossicare il Fegato grasso, caratteristica messa in evidenza al Congresso Internazionale sul Fegato tenutosi a Vienna. Che l’estratto di una pianta possa essere fonte di numerosi vantaggi per la salute non è affatto una novità e quindi nemmeno una sorpresa. Il cardo, poi, che la leggenda vuole essere stato bagnato dal latte della Madonna, da qui il nome Cardo Mariano, è conosciuto per le sue virtù sin dall’antichità, solo che poi la scienza, nel corso delle ultime ricerche, ne ha in qualche modo certificato le qualità che ci si tramandava di padre in figlio, senza tuttavia che allora si sapessero i meccanismi di azione delle sostanze contenute nell’estratto della pianta. La sostanza in questione è la Silimarina, una miscela di vari flavonoidi dalle proprietà antiossidanti e che quindi rappresentano per l’organismo una gran fonte di benessere e salute. Gli antiossidanti, come ormai tutti sanno, contrastano i radicali liberi, i primi responsabili dell’invecchiamento cellulare e quindi dell’insorgenza di non poche malattie anche gravi, tra cui anche quelle degenerative del sistema nervoso, come ad esempio l’Alzheimer, senza contare tumori e altre patologie.

Per quanto riguarda la cura del fegato, uno studio presentato al Congresso Internazionale sul Fegato ha evidenziato come la Silimarina, sostanza derivata dal succo latteo nello stelo della pianta, possa essere in grado di migliorare la fibrosi nei pazienti con steatosi epatica non alcolica, attenuando al contempo lo stato di infiammazione cronica dopo un trattamento della durata di 48 settimane. Lo studio in questione presentato al convegno di Vienna si è avvalso della collaborazione volontaria di 64 pazienti divisi in due gruppi, uno cui è stato somministrato del placebo, l’altro che invece ha potuto assumere l’estratto del Cardo Mariano, un numero certamente non estremamente rappresentativo ma che comunque rappresenta una base di partenza molto interessante per approfondire la ricerca.



FegatoUna qualsiasi ricerca, perché possa essere considerata di valenza assoluta, deve interessare un numero decisamente più esteso di soggetti o pazienti, alcune migliaia in genere, mentre gli studi epidemiologici devono comparare alcune decine di migliaia di dati per essere attendibili. In questo caso, trattandosi di solo 64 pazienti, l’attendibilità non è assoluta, tuttavia come detto in precedenza, è in grado di certificare che l’estratto del Cardo Mariano, grazie alla sue spiccate caratteristiche e alle sostanze in esso contenute, ha un impatto positivo sulla salute del fegato.

La disintossicazione di questo importantissimo organo emuntore dell’organismo, uno di quegli organi indispensabili per la sopravvivenza, è di estrema importanza dal momento che un suo cattivo funzionamento produce una serie di guasti estremamente significativi, rappresenta un serio rischio per la salute e addirittura per la sopravvivenza. Quando il fegato è soggetto a stress per una serie di fattori tra cui l’abuso di alcol, una alimentazione iperproteica o comunque scorretta, l’assunzione di troppi farmaci e altro ancora, le scorie dell’organismo e, nello specifico, molecole di varia natura e lipidi, si accumulano e quindi si depositano nelle cellule epatiche generando uno stato infiammatorio cronico e diffuso che, oltre a poter interessare anche il resto dell’organismo, determina la formazione di cicatrici che poi sono l’anticamera della cirrosi epatica.

La steatosi epatica non alcolica è la conseguenza diretta di una dieta Steatosi epaticascorretta, ricca di grassi, e di uno stile di vita decisamente poco raccomandabile, come ad esempio una vita sedentaria, mancanza di attività fisica di qualsiasi genere che determina anche uno stato di sovrappeso se non addirittura di obesità, fumo di sigaretta, diretto e anche passivo, e altro ancora. La silimarina sembra quindi rimettere a posto le cose, riuscendo in qualche modo a tamponare i danni esposti in precedenza per cui, secondo gli autori della ricerca in questione, potrebbe essere un valido supporto terapeutico per i pazienti affetti da steatosi epatica non alcolica.

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