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Effetti del Formaggio sul Metabolismo, quelli che non ti aspetti!

Secondo alcune recenti ricerche sembrerebbe che mangiare formaggio aiuterebbe a perdere peso, e non solo, perché sembrerebbe avere anche altri effetti positivi sull’organismo.

di Daniele Lisi

01 Maggio 2015





FormaggioEffetti del Formaggio sul Metabolismo, quelli che non ti aspetti, quelli che in qualche modo ribaltano, almeno in parte, le convinzioni avute sinora. Uno studio condotto dall’Università di Copenhagen e dalla Aarhus University, i cui risultati sono stati pubblicati su Journal of Agricolture and Food Chemistry, sembra dimostrare che mangiare formaggio aiuta a perdere peso, e non solo, perché sembrerebbe avere anche altri effetti positivi sull’organismo. Potrebbero quindi cadere le convinzioni che, da tanto tempo ormai, vogliono il formaggio escluso dalle diete dimagranti, ma non solo, escluso anche o quanto meno sconsigliato nell’alimentazione di alcuni soggetti particolari, come ad esempio i pazienti di patologie cardiovascolari che hanno l’obbligo, tra le altre cose, di tenere sotto controllo il colesterolo LDL, uno dei principali nemici delle loro arterie, ma anche di quelle dei soggetti sani. Il formaggio e in genere i derivati del latte sono tuttavia consigliati alle donne perché fonte di calcio, così da prevenire problemi di osteoporosi, una condizione che interessa principalmente il mondo al femminile. Quindi, se si volessero prendere in seria considerazione queste ricerche, il formaggio verrebbe in qualche modo rivalutato, e questa potrebbe essere una buona notizia per gli amanti di tale alimento.

Del resto negli ultimi anni sono stati rivalutati tanti altri alimenti, a partire dalla frutta secca, le noci e i pistacchi in primis, che venivano invece nel passato considerati nemici della salute, mentre molti studi degli ultimi anni hanno dimostrato l’esatto contrario. Ovviamente tutto è anche legato al buon senso, ovvero alla misura, nel senso che non bisogna esagerare e se si mangia il tutto nelle giuste quantità, i benefici sono assicurati e al tempo stesso vengono scongiurati eventuali problemi che alcuni alimenti possono produrre. Tornando alla ricerca in questione, ovvero a quanto le due università sembrano aver dimostrato, il formaggio, se assunto con il buon senso di cui sopra, non può che far bene alla salute.



Forma fisicaLo studio si è avvalso della collaborazione volontaria di 15 soggetti, un numero oggettivamente esiguo per considerare i risultati del tutto esaustivi, i quali hanno portato avanti una dieta a base di latte, formaggio o burro per un certo periodo di tempo, dopo di che sono stati sottoposti ad alcune analisi per verificare gli effetti di tale dieta sul loro organismo. Si è potuto constatare quindi che i soggetti che avevano assunto formaggio, latte e suoi derivati, avevano sviluppato una composizione batterica del tutto particolare nel loro intestino, diversa da coloro che invece si erano astenuti da consumare formaggio. Si era registrato un alto livello di butirrato, un acido grasso antinfiammatorio in grado, tra l’altro, di aumentare la produzione di energia.

Uno studio precedente del 2009 aveva a sua volta evidenziato i benefici che il butirrato è in grado di arrecare all’organismo, visto che sembra essere in grado di accelerare il metabolismo e, si sa, che un metabolismo più vivace è in grado di bruciare maggiori calorie e quindi di mantenere anche sotto controllo il peso corporeo. Questo composto, secondo gli autori dello studio in questione, potrebbe essere anche in grado di prevenire l’obesità, e quindi anche tutti i problemi ad essa collegati.

Ovviamente si tratta di un primo studio, basato sull’osservazione di un Mangiare formaggionumero abbastanza esiguo di soggetti , tuttavia potrebbe essere un ottimo punto di partenza per approfondire la questione. C’è anche da considerare che il butirrato, come detto in precedenza, è un acido grasso antinfiammatorio, e questa caratteristica lo potrebbe rendere molto importante per controllare anche le condizioni infiammatorie diffuse e persistenti, quelle non avvertite dai soggetti che ne soffrono, e che rappresentano un fattore di rischio elevato per alcune patologie quali quelle cardiovascolari e i tumori in generale.

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