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Scoperta la pillola per diventare più buoni, ecco come funziona

Il farmaco in questione si basa su di una particolare sostanza, il tolcapone, la cui caratteristica principale è quella di prolungare gli effetti della dopamina.

di Daniele Lisi

09 Aprile 2015





pillola bontaScoperta la pillola per diventare più buoni, una scoperta che nel mondo di oggi non potrebbe non essere che ben accetta. Il farmaco in questione è in fase di sperimentazione dai ricercatori della University of California di Berkeley e di San Francisco, e i risultati sembrano essere molto più che semplicemente promettenti. Il farmaco si basa su di una particolare sostanza, il tolcapone, la cui caratteristica principale è quella di prolungare gli effetti della dopamina, prodotta dal cervello e comunemente chiamata la molecola del benessere e del buonumore. Questa viene rilasciata in particolari occasioni, come ad esempio quando si pratica un po’ di attività fisica di tipo aerobico, come lo jogging o la camminata veloce, quando ci si bacia, quando si assumono determinati alimenti come, ad esempio, il cioccolato, sostanza la dopamina che è implicata in alcuni sentimenti come la ricompensa e la motivazione. Lo studio in questione cerca appunto di verificare la veridicità di questa teoria e, come detto in precedenza, i primi risultati sembrano essere molto più che incoraggianti, il che aprirebbe a tale farmaco un vasto campo di impiego.

I ricercatori si sono avvalsi della collaborazione volontaria di 35 persone, divise in due gruppi. Al primo gruppo è stato somministrato del placebo, mentre al secondo il farmaco in questione. Tutti i partecipanti alla sperimentazione dovevano partecipare ad un gioco che prevedeva la divisione di denaro con altra persona e si è potuto verificare che i soggetti cui era stato somministrato il tolcapone erano più eque nelle operazioni di divisione così come erano anche più sensibili verso le ingiustizie sociali, erano più propensi a dare una mano ad un amico in difficoltà ,sempre secondo le loro possibilità. Qualcosa che oggi come oggi è una vera rarità, come del resto testimoniano i tanti fatti di cronaca.



CervelloSe i primi risultati verranno confermati e quindi se il farmaco dovesse superare positivamente la fase di sperimentazione, i campi di applicazione sarebbero veramente infiniti. Su tutti la cura di alcune malati mentali quali la schizofrenia o le stesse dipendenze, come del resto suggerito dagli stessi autori della ricerca. Ma a parte queste applicazioni mediche, ve ne potrebbero essere anche altre che potrebbero, per esempio, riguardare anche le famiglie. Quanti mariti e anche quante mogli lo somministrerebbero molto volentieri al proprio partner per avere maggiori attenzioni, per poter contare su di una maggiore generosità, su di una maggiore presenza in famiglia, su di una maggiore disponibilità in generale.

Ma ovviamente potrebbe anche esserci l’altra faccia della medaglia. La stessa generosità, disponibilità, dimostrazione d’affetto, la si potrebbe anche riversare nei confronti del o della collega di lavoro, e questo alle mogli ed ai mariti non potrebbe fare certamente piacere. Insomma, a parte queste applicazioni citate un po’ per gioco, ma chissà quanti ci stanno effettivamente pensando, c’è da scommetterci, questa sperimentazione potrebbe dimostrare in modo inequivocabile che la personalità umana non è affatto qualcosa di predefinito, di non modificabile, ma può essere influenzata e condizionata non solo dalle azioni di altri, dagli avvenimenti, ma anche per vie neurochimiche.

Meno male che si tratta della pillola della bontà e non della cattiveria, Bontàaltrimenti i risultati che si potrebbero ottenere sarebbero pericolosi, in alcuni casi devastanti. Ma per questo non servirebbe una particolare pillola, un farmaco, visto che già ci pensa in molti casi la natura umana a fare la differenza, a mettere in evidenza il “lato oscuro” di ciascuno di noi, lato oscuro che la maggior parte delle persone riesce inconsciamente a controllare con estrema disinvoltura, ma che altri non riescono a tenere a freno, venendone completamente sopraffatti. Basta guardare un qualsiasi notiziario per rendersene conto.

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