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Se Si Cura l’Italia, l’Italia è più Sicura

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di Valeria Bonora

27 Marzo 2015





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Sembra assurdo che nel 2015 ci siano ancora 2 milioni di persone che non sono allacciate alla rete fognaria e circa 9 milioni che abbiano ancora problemi con la qualità e la quantità dell’acqua del rubinetto, e che 3 italiani su 10 non siano ancora allacciati a fognature o a depuratori, eppure è proprio per questi motivi che il Ministero dell’Ambiente ha deciso di promuovere un’iniziativa che abbia lo scopo di riqualificare il sistema idrico italiano:  #italiasicura #acquepulite

In Italia e soprattutto nelle regioni del Sud ci sono ancora troppi impianti dissestati o addirittura assenti, l’impegno del Governo è quello di stanziare dei fondi sia per la sensibilizzazione della popolazione al problema dell’acqua, sia per aumentare i controlli sulla manutenzione degli acquedotti da parte dei comuni, in modo da limitare l’inquinamento e favorire i sistemi di depurazione.

A parlare di questa iniziativa, in un comunicato stampa, è Erasmo D’Angelis – Coordinatore #italiasicura:



“Siamo qui per dire che siamo in grado di superare i gap infrastrutturali con un’accelerazione degli investimenti e un effetto positivo sui livelli occupazionali. Federutility li stima in una fascia compresa fra 160.000 e 220.000 posti di lavoro. Il sistema idrico, fognature e depurazione è ad un livello insostenibile, così come inaccettabile è l’inquinamento dei corsi d’acqua dovuto alla loro assenza e ad una scarsa cultura del rispetto di un bene comune fondamentale e alla licenza di inquinare che alla fine ha prodotto la cultura dell’assuefazione. Non ci facciamo più caso se non quando arriviamo sulle spiagge più belle del mondo e troviamo il cartello Divieto di Balneazione”. 

Per rendere oggettiva questa campagna di #italiasicura, c’è bisogno innanzitutto di trasparenza sui cantieri che intervengono nei lavori, questo avverrà anche attraverso i social network i quali faranno da finestra per verificare lo stato di avanzamento delle opere.

Questa iniziativa è una mossa concreta nel prevenire le calamità provocate dal dissesto idrogeologico e a mettere in sicurezza le persone e i loro beni, ottimizzando la spesa pubblica e attuando una politica di gestione del territorio capace di guardare al futuro e di fare scelte rispettose dell’ambiente.


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