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Correre aiuta a Vivere meglio, la storia di Raffaella e Luca

Raffaella e Luca due sedentari che si trasformano in runner e trasformano anche se stessi e il modo di vedersi, due persone diverse ma allo stesso tempo complicate e fragili che ritrovano se stesse.

di Valeria Bonora

23 Marzo 2015





Un passo per il tuo cuore

Altri due sedentari diventati runner che si accingono a correre la mezza maratona della Stramilano, hanno deciso di partecipare ad “Un passo per il tuo cuore” e dimostrare soprattutto a se stessi di potercela fare.

Raffaella ha 41 anni, moglie e madre oltre che responsabile amministrativa in un’agenzia assicurativa, è attenta, precisa e collaborativa, molto severa con se stessa e a spesso si sottovaluta, lei è diventata un runner del Team Megared per capire chi è e quanto vale!

Raffaella nasconde una fragilità che spesso la porta a tirare fuori le sue emozioni, ma questo non è un peccato, anzi mostra quanta voglia e passione mette in questo progetto.



Il suo giorno preferito è il venerdì quando si riunisce con la sua famiglia, 11 persone insieme che notano come Raffaella sia più sicura di se e serena, perché lei quando corre pensa solo a se stessa, e si vede come intrappolata in un corpo che sta iniziando ad accettare e a vivere!

Vediamo la sua storia.

Luca gioca d’istinto, cerca di conoscere se stesso ma sa di essere molto critico verso se stesso ma sta diventando un po’ più indulgente da quando è entrato nel team. E’ un taciturno, cintura nera di Karate e ballerino di danza, sempre alla ricerca di nuovi stimoli per non sentirsi morire dentro. Il grande passo Luca l’ha fatto riguardandosi nei filmati e vedendosi cupo e chiuso e man mano che le puntate andavano aventi, che l’allenamento da runner procedeva, la visione di se stesso è andata migliorando, scoprendo un Luca più aperto, sorridente e solare, la corsa fa miracoli anche a livello inconscio. Luca non ha fatto solo un passo per il suo cuore ma anche un passo verso un’apertura agli altri.

Vediamo cosa racconta.

Raffaella e Luca erano due persone timide, severe con se stesse, chiuse e fragili, quest’esperienza li ha aiutati a stare meglio, ad accettarsi e a credere  in se stessi e ad aprirsi con gli altri, abbattendo delle barriere mentali che si erano costruiti negli anni. La corsa è terapeutica sotto molti aspetti ed uno di questi è il sentirsi più forti, più concentrati e sicuri di se.

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