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Come Eliminare le Acufene, quei fastidiosi Fischi e Ronzii alle Orecchie

Gli acufeni sono rumori di diversa natura, quindi ronzii, fischi, crepitii e altro ancora, che possono essere avvertiti in modo permanente o anche saltuariamente da uno o da entrambi gli orecchi.

di Daniele Lisi

06 Marzo 2015





AcufeneCome Eliminare le Acufene, quei fastidiosi Fischi e Ronzii alle Orecchie che a volte possono raggiungere connotazioni e intensità tali da risultare addirittura invalidanti. Gli acufeni sono rumori di diversa natura, quindi ronzii, fischi, crepitii e altro ancora, che possono essere avvertiti in modo permanente o anche saltuariamente da uno o da entrambi gli orecchi. Possono essere inoltre di entità e intensità variabile, diversi da soggetto a soggetto, sopportabili o addirittura invalidanti. Fino a qualche anno fa gli acufeni erano un problema che, quando si presentava, era da considerarsi come una vera condanna, nel senso che era praticamente impossibile liberarsene. Solitamente ci si abituava, anche se è difficile immaginare che questo potesse accadere, ma in alcuni casi il problema poteva anche diventare drammatico, tanto da avere delle serie ripercussioni sulla salute mentale del paziente. Negli ultimi anni sono stati fatti notevoli passi avanti nella cura degli acufeni, anche se in effetti è solo possibile limitarli, anche in maniera significativa, perché eliminarli del tutto è non è ancora possibile. Tuttavia, i risultati raggiunti possono essere considerati molto più che incoraggianti, in particolar modo per quei casi in cui gli acufeni erano di fatto insopportabili.

Il 95% delle persone, se si vengono a trovare in una stanza perfettamente insonorizzata in cui vi è un silenzio assoluto, avvertono comunque dei ronzii, dei rumori di sottofondo, quello che viene simpaticamente definito “silenzio assordante”, e questo avviene in particolar modo nei soggetti over 40. Non si tratta di acufeni, ovviamente, ma lo sarebbero se per la persona che li avverte, tali rumori fossero insopportabili. Ma anche in questo caso alcuni soggetti in particolare possono avvertire  fastidio, quindi soffrire di acufeni, e sono per lo più le persone ansiose, coloro che manifestano intolleranze e squilibri di varia natura, gli ipocondriaci. Per costoro, il rumore di fondo dell’orecchio è insopportabile.



OrecchioLe cause degli acufeni possono essere ricondotte a numerose patologie riguardanti l’orecchio interno, il nervo acustico e tutte le strutture anatomiche dell’orecchio in generale. I fattori di rischio invece sono diversi e tra questi vanno considerati in primo luogo l’età, malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, infiammazioni dell’orecchio e delle sua varie parti, l’assunzione di determinati farmaci come, ad esempio, i FANS, traumi cranici, del collo, disturbi della tiroide e anche una esposizione prolungata al rumore, per cui alcune professioni sono da considerarsi particolarmente a rischio di acufeni. Infine vi è anche, come accade spesso per questo tipo di disturbi, la familiarità, senza poi trascurare anche l’assunzione, o più che altro, l’abuso di alcol e superalcolici.

Gli acufeni si dividono i soggettivi e oggettivi. Gli acufeni soggettivi , i più comuni in assoluto, e sono molto diversificate anche nel tipo di rumore di fondo che si avverte. Gli acufeni oggettivi, i meno frequenti, sono causati da rumori esterni, spesso avvertibili anche da persone estranee al problema. Per ottenere una diagnosi certa di acufeni è necessario sottoporsi ad una serie di esami, tra cui un esame audiometrico, la TAC, la risonanza magnetica, esami del sangue, posturali e altro ancora, il tutto accompagnato dalla compilazione di un questionario, una sorta di anamnesi, per cercare di individuare con precisione il tipo di rumori che si avvertono, cadenza, intensità e altro.

Il trattamento degli acufeni non è dei più semplici, anzi i risultati che si Acufeniottengono sono per lo più parziali, anche se per alcuni soggetti possono essere particolarmente apprezzabili. Una nuova terapia definita TRT, Tinnitus Retraining Therapy, sembra dare degli apprezzabili risultati. Si tratta di una terapia, della durata di 12-18 mesi, che di fatti riprogramma i filtri cerebrali attenuando il problema. La terapia farmacologica, che al momento non è significativa, si basa prevalentemente sugli ansiolitici e antidepressivi. La laserterapia a bassa emissione per riattivare le cellule ciliate danneggiate della coclea. Infine la terapia chirurgica che salvo casi di danno traumatico, non trova una sua giustificazione.

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