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Come si Trasmette l’Epatite C

Dal momento del contagio alle prime manifestazione dei sintomi possono trascorrere diversi anni, per cui si può essere infetti anche senza esserne consapevoli.

di Daniele Lisi

26 Febbraio 2015





Epatite CCome si Trasmette l’Epatite C, la malattia infiammatoria del fegato causata dal virus HCV. Si tratta di una malattia seria che, fino a poco tempo fa non era possibile curare, ma ora finalmente, dopo anni di sperimentazione, è in distribuzione oltre tutto gratuita un nuovo farmaco che sembra essere in grado di risolvere il problema. Farmaco o non farmaco, è sempre meglio evitare di avere a che fare con una malattia del genere in quanto il decorso non è sempre uguale, varia da paziente a paziente, per cui è possibile che la malattia possa produrre anche delle serie complicanze, come ad esempio la cirrosi epatica, situazione che può essere risolta solo con un trapianto di fegato. Si tratta di una operazione non certo di poco conto, anzi decisamente impegnativa, che ha il solo limite nella disponibilità di donatori, per cui non è detto che si sia in grado di arrivare in tempo. Non resta quindi che la prevenzione, sapere come fare per evitare di subire il contagio, anche se non sempre la cosa è possibile per una serie di situazioni che rendono difficile l’individuazione dell’eventuale soggetto malato.

Infatti, dal momento del contagio alle prime manifestazione dei sintomi possono trascorrere diversi anni, per cui si può essere infetti anche senza esserne consapevoli. I così detti portatori sani, ovvero i soggetti malati che però non avvertono ancora alcun sintomo della malattia, pur essendo del tutto in grado di contagiare altre persone. Il contagio avviene tramite il contatto con sangue infetto, ben più raramente tramite rapporti sessuali, per cui è bene sempre evitare di entrare a contatto con il sangue altrui senza usare le dovute precauzioni e protezioni, anche se di persone dello stesso nucleo familiare perché, come detto in precedenza, potrebbero essere a loro volta infette senza saperlo.



Virus epatiteIl contatto con altri fluidi corporei non rappresenta un rischio, anche se un bacio potrebbe risultare fatale se i due che si scambiano le effusioni hanno qualche piccola lacerazione o sanguinamento per colpa di qualche gengiva un po’ malconcia. Meglio quindi sempre essere prudenti, perché un atteggiamento del genere potrebbe rappresentare la differenza tra il contagio e la buona salute. Le precauzioni da prendere sono diverse, non eccessive, ma tutte importanti perché, come detto in precedenza, non si è in grado di sapere se la persona con cui si viene a contatto, familiare compreso, è un soggetto infetto.

Evitare quindi di condividere gli oggetti personali, in particolar modo quelli solitamente utilizzati per la pulizia della persona come ad esempio il pettine, le forbici, lamette, pinzette solitamente utilizzate per le sopracciglia, spazzolini da denti e, ovviamente, aghi e siringhe, insomma tutti quegli oggetti personali che possono in qualche modo essere entrati a contatto con il sangue. Si, si tratta di consigli forse superflui, come quello relativo allo spazzolino da denti, ma ricordarlo non fa mai male, perché purtroppo si tratta di una patologia per la quale non esiste vaccino, anche se, come detto in precedenza, sembra che il nuovo farmaco cui si accennava in precedenza sia in grado di risolvere il problema.

Considerando che i sintomi possono diventare palesi anche a distanza di anni dal contagio, è bene fare dei controlli periodici proprio per evitare Ricercadi farsi prendere alla sprovvista perché un conto è affrontare una malattia prima che diventi conclamata, un conto è farlo quando ormai le condizioni del fegato sono diventate problematiche. Attenzione ai tatuaggi e ai piercing perché potrebbero essere praticati con attrezzature non sterilizzate, così come cercare di fare mente locale circa eventuali trasfusioni subite prima del 1992, anno che segna in qualche modo lo spartiacque tra sangue non completamente controllato e sangue sicuramente privo di criticità. In tutti i casi, giusto per esserne consapevoli, tra i primi sintomi vanno menzionati nausea, inappetenza, stanchezza, febbre e prurito.

 

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