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Le persone più Ansiose hanno un grosso vantaggio

Secondo uno studio canadese le persone ansiose dovrebbero avere un quoziente intellettivo decisamente superiore al normale.

di Daniele Lisi

27 Gennaio 2015





Donna ansiosaLe persone più Ansiose hanno un grosso vantaggio, sarebbero più intelligenti delle persone che invece l’ansia non sanno nemmeno cosa sia. Lo dimostrerebbe una ricerca canadese che ha preso in esame le capacità espressive di 126 studenti, oggettivamene un campione osservato decisamente esiguo per essere in grado di dare una valenza assoluta al test, e che ha potuto rilevare che uno stato ansioso può essere associato ad un quoziente intellettivo decisamente superiore al normale. Come appena detto, un test che prende in esame solo 126 soggetti volontari non può essere considerato completamente attendibile, in quanto per avere un risultato di valenza maggiore è necessario che i soggetti esaminati superino di gran lunga il migliaio. Quindi, le persone non ansiose non pensino di essere meno intelligenti di chi invece ogni giorno o quasi deve fare i conti con l’ansia, ma siano invece soddisfatti per il fatto di non dover soffrire per uno stato emotivo che in molti casi è foriero di non pochi problemi. Insonnia, malessere generale, stress più o meno severo, sono conseguenze di stati ansiosi che possono anche condizionare in qualche modo l’esistenza.

Secondo i ricercatori della Lekehead University, nello stato dell’Ontario, i test d’intelligenza cui sono stati sottoposti i 126 studenti volontari hanno invece evidenziato che coloro che mostravano segni di ansia o depressione, mostravano anche segni di iperattività mentale, un po’ perché in ansia per qualcosa di definito che devono affrontare, un po’ perché tendono a pensare troppo e a rimuginare su ciò che accade. Questo, secondo gli studiosi, è un comportamento che deriva da ragioni ancestrali, quelle che poi di fatto hanno consentito agli uomini primitivi di superare i tanti pericoli e di evolversi nel tempo, fino a dar luogo all’uomo moderno. Una teoria come un’altra, che tuttavia per essere ritenuta valida avrebbe bisogno di successivi approfondimenti.



IntelligenzaResta il fatto che l’ansia comunque è una condizione che spesso complica la vita, nel senso che fa vivere le giornate con apprensione, perché timorosi di ogni cosa e di ciò che potrebbe capitare nell’arco della giornata o nei giorni a venire. Un conto è cercare di fare le scelte giuste, in modo da non commettere errori che potrebbero essere causa di non pochi guai, un conto è prendere la vita a cuor leggero, fregandosene delle conseguenze e quindi non tenendo nel giusto conto le proprie azioni. Sicuramente una buona percentuale di persone, se potesse tornare indietro, farebbe delle scelte diverse, ma questo non vuol dire che gli errori che si possono essere fatti in passato dipendono da un quoziente intellettivo inferiore rispetto a quello, presunto, delle persone ansiose.

L’ansia può essere anche una manifestazione di incertezza, ovvero di mancanza di sicurezza nei propri mezzi e nelle proprie possibilità. Può essere determinata da aventi che si verificano nel corso della propria esistenza e che sfuggono al controllo di ciascuno, da imprevisti che, proprio perché tali, non possono essere in alcun modo previsti e che possono avere delle conseguenze negative, a volte anche gravi, sulla vita di ciascuno. Per cui l’ansia può essere una condizione causata da aventi avversi, e nella vita ne possono capitare parecchi. In questi casi la fortuna gioca un ruolo determinante.

Che poi il fatto di rimuginare sulle proprie azioni, di farsi prendere Stressdall’ansia quando si devono fare delle scelte che possono condizionare, nel bene e nel male, la vita futura, possa essere anche la dimostrazione che in un certo senso si ha la testa sulle spalle e che non si fanno le cose d’istinto, senza pensarci, è un’altra cosa che non è detto affatto che sia legata a filo doppio con il quoziente intellettivo. Molto dipende dalla personalità dell’individuo, dall’influenza che altre persone possono avere nelle decisioni che si prendono, insomma l’imponderabile che è sempre dietro l’angolo e che non sempre è possibile prevedere, anche con una intelligenza fuori dal comune.

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