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Premi in denaro ai Pediatri che fanno Vaccinare, a cosa servono i Vaccini?

Non sono pochi i genitori che non fanno vaccinare i loro figli per paura che il vaccino possa essere la causa di gravi problemi di salute.

di Daniele Lisi

19 Gennaio 2015





Vaccinazione pediatricaPremi in denaro ai Pediatri che fanno Vaccinare, e penalità invece per coloro che hanno pochi pazienti vaccinati. Questo è quanto apparso, un po’ di tempo fa, su alcuni quotidiani del centro Italia, ed ecco che, come era lecito aspettarsi, riesplode in un certo senso la diatriba tra i fautori dei vaccini e coloro che ne sostengono la pericolosità. Questo vale, non solo per le campagne di vaccinazione pediatriche, quelle per i vaccini obbligatori e anche per quelli raccomandati e quindi non inseriti nell’elenco di quello che vanno fatti in tutti i casi. Molti sono infatti i genitori che non fanno vaccinare i loro figli, anche a costo di avere poi difficoltà nelle iscrizioni scolastiche in quanto è richiesto il certificato delle vaccinazioni obbligatorie, senza poi contare il rischio ancor maggiore di vedere i loro figli essere colpiti da qualche malattia ormai quasi sparita, perché non vaccinati. Questo perché condizionati, a torto o a ragione, dalla teoria che i vaccini sono pericolosi, teoria che si basa anche, ad esempio, sull’incremento dei casi di autismo negli Stati Uniti che, secondo alcuni, sarebbero causati dalle vaccinazioni.

Si tratta della solita diatriba che non avrà mai fine, come del resto ve ne sono tante altre, una su tutte il fatto che la chemioterapia porti più danni che benefici. Ma questa è un’altra storia. Eppure i vaccini sono una conquista della medicina moderna. Si pensi alla vaccinazione contro la rabbia, che si effettuava una volta per scongiurare la possibilità di essere contagiati da questa malattia mortale in seguito al morso di un cane idrofobo. Era il solo modo per uscirne vivi. Oggi tale vaccinazione non è di fatto più praticata, almeno nel nostro paese, nemmeno per gli animali domestici, in quanto la rabbia è stata ormai debellata, non si registrano più casi da decenni, e questo grazie anche al vaccino.



VaccinoGli stessi che sostengono la pericolosità delle vaccinazioni pediatriche come si comporterebbero in caso di morso di un animale idrofobo? E ancora, chi ha qualche anno sul groppone si ricorderà che un tempo la poliomielite era assai diffusa, colpiva inesorabilmente un certo numero di bambini, mentre ora è quasi scomparsa, anche se recentemente si cominciano a registrare nuovi casi. C’entra forse la mancata vaccinazione infantile in questa ricomparsa della malattia? O le cause sono differenti?. E ancora, sempre chi ha qualche anno, per non dire troppi, si ricorderà di quando, negli anni 50, vi furono diversi casi di vaiolo in Italia, e anche allora vi fu la corsa alla vaccinazione. Come ci si comporterebbe oggi in una simile eventualità?

Le vaccinazioni sono state sempre oggetto di scetticismo da parte di alcuni, anzi addirittura si ritiene che siano dannose per la salute, in particolar modo quelle infantili che potrebbero compromettere per sempre la vita di un bambino. C’è chi è contrario perché comunque, come a volte accade, si sono verificati dei decessi in seguito alla vaccinazione, come del resto è accaduto anche nella recente campagna vaccinale contro l’influenza. Per quest’ultima, bisogna anche considerare che, ogni anno, si verificano alcune migliaia di decessi per colpa dell’influenza, più precisamente per colpa delle complicanze che a volte tale malattia porta con sé. Va anche detto che i vantaggi della vaccinazione sono di gran lunga superiori ai rischi che si corrono vaccinandosi, tanto è vero che i casi di morte sospette i seguito alla vaccinazione sono veramente esigui.

Ricerca farmaceuticaResta comunque il dubbio che qualche problema le vaccinazioni possano procurarlo, ma al tempo stesso bisogna anche considerare che alcune malattie virali sono di fatto scomparse grazie proprio alla vaccinazione di massa. In campo medico, così come nella vita, ogni terapia ha i suoi effetti collaterali, a volte banali, a volte gravi, tuttavia non bisogna generalizzare. Sii tratta per lo più di situazioni del tutto particolari, che quindi andrebbero considerate singolarmente e con la massima attenzione, senza tuttavia generare allarmismo.

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