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Come dire addio alle cattive abitudini senza traumi

Vi sono alcune cattive abitudini che ormai sono diventate routine, sono parte integrante della vita di ciascuno, per cui è difficile liberarsene.

di Daniele Lisi

15 Gennaio 2015





Prima colazioneCome dire addio alle cattive abitudini senza traumi, un modo intelligente per organizzare le proprie giornate e, perché no, la propria vita. Sai che noia ad avere tutto organizzato, verrebbe da dire, senza un po’ di fantasia, senza nessun imprevisto che non deve essere necessariamente spiacevole, perché potrebbe essere anche divertente, quel pizzico di sale che serve sempre per evitare una vita monotona, sempre uguale. Certo, improvvisare può essere anche bello, ma alcune cose vanno fatte con criterio, con raziocinio, altrimenti si corre il rischio di essere sopraffatti dagli eventi. Non è necessario quindi organizzare tutto come in una caserma, ma basterebbe già eliminare quelle brutte abitudini che ormai sono diventate routine e a cui non si fa più caso. Questo vale per tutti, uomini e donne, casalinghe e donne in carriera, professionisti o dipendenti, giovani e meno giovani, non fa nessuna differenza. In tutte queste realtà esistono delle brutte abitudini che, a volte, rendono le cose più difficili, abitudini di cui non ci si libera perché ormai sembrano far parte di noi e della nostra vita, ma invece andrebbero eliminate o, quanto meno, drasticamente modificate.

Cambiare queste cattive abitudini tuttavia potrebbe essere difficile, in quanto ormai sono diventate routine ed è un po’ come se si cambiasse se stessi. Ad ogni modo, un poco alla volta si può riuscire nell’impresa e alla fine si resterà soddisfatti delle scelte fatte. Cominciando dal mattino, una delle cattive abitudini più comuni è quella di non fare colazione, o meglio, di farla al bar, dopo aver preso semmai un caffè veloce prima di uscire di casa. A parte il fatto che una prima colazione di questo tipo ha comunque un costo che, seppur non esorbitante, di questi tempi a fine mese fa un certo effetto, si tratta certamente di una prima colazione poco salutare, perché a base prevalentemente di prodotti da forno, come cornetti, maritozzi o altre prelibatezze simili.



CamminareLa prima colazione, invece, andrebbe fatta seduti comodamente in cucina, o nel tinello di casa, o sul terrazzo se la stagione lo consente,  e dovrebbe essere a base di frutta fresca, cereali integrali, yogurt, caffè, latte o tè a seconda delle preferenze di ciascuno. Una bella colazione abbondante in grado di assicurare il pieno di energia necessaria per affrontare la prima parte della giornata, e questo non vale solo per chi si reca al lavoro, ma anche per la mamma casalinga che, probabilmente, ha dei lavori ancor più impegnativi e gravosi da svolgere, tra figli e casa da accudire. Prendersi quindi il tempo necessario, senza fretta, così da affrontare la giornata non solo in forma, ma anche rilassati e più tranquilli.

Mantenersi in forma, fare allenamento o, più semplicemente, un po’ di attività fisica che è un vero toccasana per la salute. Tralasciando i tanti vantaggi di cui si è parlato abbondantemente in varie occasioni, vi sono alcune abitudini che potrebbero essere modificate radicalmente. Spesso si prende l’ascensore anche per fare due piani di scale, addirittura lo prende anche chi abita al primo piano. Abituarsi un poco alla volta a farle a piedi. Probabilmente la prima volta, per chi non è abituato sarò un tantino faticoso, ma poi un poco alla volta si faranno quasi di corsa. Stessa cosa quando ci si reca al lavoro. Se possibile sarebbe opportuno o fermare l’auto un po’ più distante dall’ufficio o, se si usano i mezzi pubblici,  scendere un Telefonarepaio di fermate prima e percorrere il resto della distanza a piedi. Farlo di primo mattino, è anche piacevole.

Mantenersi in contatto con parenti ed amici e, soprattutto, se si ha la fortuna di avere ancora i genitori, chiamarli tutti i giorni. Sono legami, anche se solo telefonici, che arricchiscono, anche perché non bisogna solo pensare a se stessi, ma anche a loro che semmai passano la giornata in attesa di poter parlare con il proprio figlio che ormai non vive più sotto lo stesso tetto.

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