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La sinestesia: vedere due colori diversi contemporaneamente

Le persone affette da sinestesia spesso dicono di percepire le lettere come se apparissero in diversi colori. Ma come può il loro cervello compiere ciò? Il premio Nobel per la fisica Richard Feynman una volta ha scritto nel suo libro autobiografico (Come occuparsi di ciò che pensano le alter persone?): “Quando ...

di Daniela Brancaccio

14 Marzo 2011

Le persone affette da sinestesia spesso dicono di percepire le lettere come se apparissero in diversi colori. Ma come può il loro cervello compiere ciò?

Il premio Nobel per la fisica Richard Feynman una volta ha scritto nel suo libro autobiografico (Come occuparsi di ciò che pensano le alter persone?): “Quando vedo delle equazioni, vedo le cifre a colori- non so perché e mi chiedo come diavolo deve apparire agli studenti”.

Questo fenomeno neurologico è noto agli psicologi come sinestesia, e l’esperienza di Feynman di “vedere” le lettere a colori è una forma specifica oggi nota come “sinestesia da colore- grafema”. Ciò che più sconcerta di tale condizione è che le persone davvero affermano di vedere due colori contemporaneamente quando leggono lettere o numeri: il vero colore dell’inchiostro (per esempio nero) e un colore aggiuntivo, sinestetico per l’appunto.

Ora un nuovo studio, pubblicato nell’uscita di Marzo 2011 della rivista Cortex, ha rivelato i percorsi dell’attività celebrale che permette ad alcune persone di sperimentare la sensazione di vedere due colori allo stesso tempo. Un gruppo di ricercatori norvegesi ha utilizzato l’immagine a risonanza magnetica funzionale per indagare i percorsi celebrali di due individui affetti da sinestesia colore-grafema, mentre guardavano le lettere scritte in colori diversi, rappresentate su uno schermo mentre erano in uno scanner MRI (Immagine a risonanza magnetica).

Ai partecipanti era stato precedentemente chiesto di indicare i colori sinestetici che associavano con alcune lettere determinate che poi erano presentate come lettere singole il cui colore fisico qualche volta corrispondeva al colore sinestetico e altre volte era chiaramente differente.

Il Prof Bruno Laeng, dell’Università di Oslo, insieme con i colleghi Kenneth Hugdahl e Karsten Spechi dell’Università di Bergen, ha scoperto che aumentare la somiglianza tra colori fisici e colori sinestetici dovrebbe avere effetto sul livello di attività osservato in aree del cervello note per essere indispensabili al processo di percezione dei colori, e i loro risultati hanno confermato questa aspettativa, rivelando che la forza dell’attività celebrale analizzata era correlata alla somiglianza dei colori.

Gli autori hanno concluso che le stesse aree del cervello che si occupano dell’esperienza conscia del colore si occupano anche dell’esperienza dei colori sinestetici, facendo si che i due vengano percepiti assieme nello stesso istante. Ciò sostiene l’ipotesi secondo cui il fenomeno della sinestesia dei colori è intuitivo in natura.

Fonte: www.sciencedaily.com

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