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Un passo per il tuo cuore: lo puoi fare anche tu!

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di Valeria Bonora

18 Dicembre 2014





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Correre non è così semplice come uno si aspetta, ci vuole fiato, forza e resistenza, gli otto concorrenti del progetto “Un passo per il tuo cuore” hanno iniziato il loro training, sono persone che non hanno mai corso prima, che piuttosto di fare le scale aspettano l’ascensore, persone sopra i 35 anni, sedentarie, come pensate abbiano reagito alla prima sessione di prove?

Guardate il video per scoprirlo.

Ecco il primo allenamento dei partecipanti a “Un passo per il tuo cuore”!

Il primo training consiste in 4 sessioni di 4 minuti su tapis roulant, cominciando da una passeggiata fino alla corsa, incrementando ogni volta la difficoltà; si legge sui loro volti la fatica, ma anche il sorriso, la voglia di farcela, la curiosità di vedere dove poter spingere i propri limiti. Il progetto di Megared ha come obiettivo quello di portare gente comune a superare i propri limiti e a raggiungere degli obiettivi.

Correre fa bene e lo fa soprattutto al cuore ed è questo che vuole sottolineare il Dottor Gabriele Rosa, il medico sportivo allenatore dei più grandi maratoneti al mondo che insieme al suo team di lavoro vanta sette tra le 25 migliori prestazioni di tutti i tempi, 10 vittorie nella maratona di New York e altrettante in quella di Boston tra cui quella di Gianni Poli, senza contare i sei primati del mondo, i 17 titoli mondiali e le tre medaglie d’oro olimpiche: con un progetto realizzato da un allenatore di questo calibro anche il più sedentario può arrivare a correre una mezza maratona, che è l’obiettivo finale di 4 mesi di allenamento.



Le visite mediche effettuate da medici dello sport sono fondamentali per non rischiare di sbagliare, di esagerare o non sopportare l’allenamento, ma è importante provarci e sopratutto la corsa è un ottimo incentivo per i giovani che vogliono migliorarsi e trovare un proprio obiettivo, come il progetto “oltre il traguardo” in cui è impegnato il Dottor Rosa, che coinvolge i ragazzi di San Patrignano aiutandoli ad uscire dal circolo della droga.

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Anche il diabete mellito può trovare vantaggi nella corsa, già nel 1926 il medico inglese Lawrence, pubblicò sul British Medical Journal una tesi in cui spiegava come l’insulina facesse molto più effetto, cioè abbassava maggiormente la glicemia, se era seguita da esercizio fisico leggero come una corsa, o una cammina veloce. Questo è un motivo in più per provare a iniziare un’attività fisica come la corsa, sia per aiutare la glicemia a scendere sia per prevenire un aumento dello zucchero nel sangue conducendo una vita troppo sedentaria.

Come avete visto gli otto concorrenti erano tutt’altro che in forma, tutt’altro che allenati, 12 minuti di passeggiata e corsa e qualcuno non è neppure riuscito a terminarli, ma alla fine dell’allenamento tutti riusciranno a farcela? Lo scopriremo solamente alla fine dei 4 mesi!

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