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7 validi motivi per eliminare (o mangiare poca) carne rossa, anche se non siete vegetariani

Da anni ormai l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, raccomanda un consumo molto limitato di carne rossa, ma anche di carne in generale, a non più di 4/5 volte al mese.

di Daniele Lisi

08 Novembre 2014





Carne rossa7 validi motivi per eliminare (o mangiare poca) carne rossa, anche se non siete vegetariani, e dare semmai più spazio ad altri alimenti che sono certamente più amici della salute. Da anni ormai l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, raccomanda un consumo molto limitato di carne rossa, ma anche di carne in generale, a non più di 4/5 volte al mese, perché ormai il mondo scientifico è in gran parte concorde nel considerare la carne rossa, in particolare, un rischio per la salute. Esistono anche altre teorie secondo le quali l’uomo non è onnivoro, è di fatto vegetariano, e a conferma di questa ipotesi sono giunte anche recenti scoperte che hanno dimostrato come i primi uomini si cibassero di alimenti vegetali e non di carne. Ma questa potrebbe essere un opinione di parte, per cui potrebbe non avere valore, non essere attendibile, non essere quindi presa in considerazione. Resta il fatto che è ormai dimostrato che un consumo sostenuto di carne rappresenta un rischio per la salute per nulla trascurabile. Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Limitando al massimo il consumo di carne rossa si riduce sensibilmente il rischio di malattie cardiache. Secondo recenti ricerche, il ferro contenuto nella carne sarebbe il responsabile dell’aumento del rischio cardiologico, mentre lo stesso non avviene per quello di origine vegetale. L’elevato contenuto di ferro eme sarebbe correlata all’infiammazione e ai danni procurati alle arterie. È noto ormai da tempo che una condizione infiammatoria dei vasi sarebbe la responsabile dei danni che questi possono subire, con conseguente grave rischio di infarto o di ictus, rischio che potrebbe anche essere amplificato da una dieta povera di frutta e verdura.

Carne, no grazieRidurre il rischio Alzheimer. Una recente ricerca californiana ha dimostrato come una eccesiva quantità di ferro nel cervello possa essere correlata con la malattia, stessa cosa per quanto riguarda gli integratori alimentari di ferro che si possono assumere. Senza contare poi che un sostenuto consumo di carne determina la formazione di radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare, e quindi anche della comparsa della malattia degenerativa neurologica. La soluzione è rappresentata da un cambio radicale dello stile di vita, e per esso si intende in particolare del regime alimentare.



Ridurre il rischio di cancro e diabete. Una recente ricerca condotta a Cambridge ha dimostrato che un consumo giornaliero di 50 grammi di carne rossa, ma lo stesso discorso vale anche per la carne bianca, mette seriamente a rischio al salute, dal momento che può provocare la formazione di un cancro, di ammalarsi di diabete e conseguentemente mettere a repentaglio la salute del cuore.

Cancro al seno. Una recente ricerca condotta ad Harvard e pubblicata sul British Medical Journal ha dimostrato che un eccessivo consumo di carne rossa rappresenta un serio fattore di rischio di cancro al seno. Questo per colpa delle troppe proteine della carne che accelerano la duplicazione cellulare e quindi anche la proliferazione delle cellule cancerogene. Senza poi contare le carni conservate, come molti insaccati, che contengono nitrati, una sostanza potenzialmente cancerogena.

Prevenzione del tumore al colon. Limitando drasticamente, meglio ancora eliminando del tutto, il consumo di carne rossa, ma anche della carne bianca, si potrebbero prevenire ogni anno migliaia di casi di tumore al colon. Lo afferma il World Cancer Rereasch Fund che sottolinea inoltre come la relazione tra consumo di carne e tumore non sia più soltanto una ipotesi, ma una certezza.

Aspettativa di vita. Visto che la carne rossa è la responsabile di quanto citato fino a questo momento, un suo limitato consumo consentirebbe di Frutta e verduraevitare il 3% di morti premature per colpa di malattie determinate dal consumo di carne.

Infine, limitare l’inquinamento. È ormai dimostrato che gli allevamenti sono responsabili in buona parte di questo problema, sono una delle attività umane che inquina di più. Gran parte dei terreni utilizzati sia per la produzione di mangimi, che per l’allevamento del bestiame, potrebbero invece essere utilizzati per la produzione di culture direttamente consumabili dall’uomo.

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