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Cosa fanno i Bambini quando sono in Pancia? 7 cose che ti lasceranno a bocca aperta

Grazie alla moderna tecnologia è stato possibile squarciare il velo di mistero che avvolgeva la gestazione.

di Daniele Lisi

06 Novembre 2014





Bimbo ciuccia il polliceCosa fanno i Bambini quando sono in Pancia? 7 cose che ti lasceranno a bocca aperta, che stupiranno perché si tratta di azioni, comportamenti e reazioni difficili da immaginare. È un po’ come scoprire un mondo sconosciuto, con i suoi misteri e le sue meraviglie, perché se vogliamo è proprio di questo che si tratta. Una volta era difficile pensare che si potessero scoprire queste cose, anche solo immaginarle era qualcosa che esulava anche dalla fantasia di madri e padri. Si, si sentivano i movimenti, quelli che per abitudine si chiamano calci, e he forse potrebbero anche essere, ma non era possibile andare oltre. Poi, con l’evolversi della tecnologia, a partire dall’ecografo che già da anni ormai permette di avere delle immagini relative, ma pur sempre significative del feto durante il suo percorso evolutivo, si è cominciato a squarciare il velo che nascondeva tutto quello che accadeva nel grembo di una gestante. E non è tutto, perché poi con l’avvento dell’ecografia in 4D, si è andato molto oltre, fino a poter addirittura scorgere, o almeno intuire, i lineamenti e gli atteggiamenti del viso. Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Si è appena accennato alle possibilità offerte dall’ecografia in 4D. Ora, con questa tecnica e con queste nuove apparecchiature è di fatto possibile vedere la facce che fanno i bambini già a partire dalla ventiquattresima settimana. Sono infatti in grado di assumere espressioni del viso che possono essere tranquillamente paragonate ad un sorriso, e sembra che questa espressione rispecchi anche il loro stato d’animo. Andando avanti nella gestazione, a partire dalla trentaseiesima settimana, sono in grado anche di assumere espressioni più complesse, quindi possono aggrottare la fronte, corrucciarsi, avere la bocca tesa o il naso arricciato. Cose che prima non si immaginavano neppure.



FetoSviluppano il gusto, perché in effetti assorbono a partire dalla ventesima settimana, attraverso il liquido amniotico, i nutrienti che assumono le madri quando mangiano e questo, in qualche modo, fa loro sviluppare un certo gusto. È stato dimostrato che se durante la gestazione una mamma mangia più frequentemente un qualsiasi alimento, in nascituro lo gradirà in modo particolare anche negli anni a venire.

Reagiscono alle situazioni difficili e stressanti. Lo stato d’animo della madre viene avvertito dal feto, che reagisce a questa situazione con delle azioni specifiche, è stato infatti dimostrato che se una madre è ansiosa o stressata, il bimbo reagisce portando al mano sinistra al volto.

Sembra che piangano. Si, è così, anche se sembra assurdo, e ovviamente lo fanno silenziosamente, dal momento che il loro non è un pianto effettivo, bensì delle espressioni del volto o degli atteggiamenti riconducibili al pianto. Con l’aiuto di un registratore video ad ultrasuoni, accostando una fonte rumorosa di pochissimi decibel al ventre della madre, si sono registrate le reazioni appena citate.

Sono in grado di fare movimenti coordinati tra mano e bocca. Dal terzo mese di gravidanza il feto comincia a ciucciarsi il dito, e questa è una tipica azione coordinata, perché riesce a armonizzare l’apertura della bocca con altri movimenti, in questo caso del braccio e della mano.

Imparano le filastrocche. Uno studio condotto presso l’Università della Florida che si è avvalsa della collaborazione volontaria di un certo numero di gestanti alle quali è stato chiesto di leggere delle filastrocche due volte al giorno per alcune settimane nel terzo trimestre di gravidanza. Si è potuto constatare che durante tali letture il battito del bambino rallentava, Eco 4Dsintomo di una rilassatezza indotta dall’udire le filastrocche che ormai aveva imparato a riconoscere.

Stesso discorso per le canzoni. Si è dimostrato che facendo ascoltare al feto, sempre durante il terzo mese, ripetutamente una stessa canzone, anche dopo la nascita, riascoltandola, mostravano una più intensa attività cerebrale, sintomo del fatto che la riconoscevano.

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