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Cosa fare per Smaltire un Pasto

Sapere quale e quanta attività fisica è necessaria per smaltire le calorie appena ingerite, potrebbe aiutare a fare le scelte alimentari giuste.

di Daniele Lisi

06 Ottobre 2014





Coppa gelatoCosa fare per Smaltire un Pasto, quanta attività fisica è necessaria per bruciare le calorie appena assunte a tavola. Una domanda che in pochi si fanno, perché se invece lo facessero più spesso, molto probabilmente a tavola si comporterebbero in maniera diversa, userebbero di più il buon senso. Non è una opinione personale, non è una suggestione campata in aria, ma quanto invece pare che avvenga, nei comportamenti individuali, se veramente si avesse piena consapevolezza del problema. Lo dimostra uno studio comportamentale ideato da Ashlei James, una studentessa della Texas Christian University, la quale facendosi appunto questa domanda, ha pensato bene di mettere in pratica questa sua intuizione analizzando il comportamento di 300 volontari, divisi in due gruppi, con un gruppo che aveva a disposizione un menù con le indicazioni delle calorie per ciascuna portata, e l’altro gruppo con un menù che riportava anche le indicazioni su quanta attività fisica fare per smaltire il pranzo. I risultati sono stati sorprendenti, anche se in qualche modo intuibili, dal momento che coloro che sapevano anche quanto movimento fare, hanno evitato gli alimenti con la maggior quantità di calorie, quelli diciamo più impegnativi.

Negli Stati Uniti, già da qualche tempo, esistono i menù con l’indicazione delle calorie per ciascun piatto, proprio perché si è pensato che averne coscienza, potrebbe essere un modo intelligente per cercare di sensibilizzare i consumatori sull’importanza di mantenersi in forma, di non assumere troppe calorie o, comunque, non più di quante è possibile smaltirne regolarmente, in base alla propria attività giornaliera. L’USA è  il Paese, secondo solo al Messico, con il più alto tasso di obesità, senza poi contare il problema dell’obesità giovanile, che è ancor più drammatico. Educare le persone a mangiare bene, certamente, ma soprattutto a mangiare sano e senza eccessi, è più che altro una necessità.



PAsta al ragùDel problema si interessano diversi gruppi di ricerca e, tra questi, anche uno della John Hopkins University che nel 2011 ha fatto uno studio sui così detti Soft Drink, ovvero sulle bibite a bassissimo indice glicemico. Lo studio ha evidenziato che informando i giovani indicando sulle bibite messe a loro disposizione che occorrevano 50 minuti di jogging per smaltire le calorie contenute, la scelta dei ragazzi è caduta sull’acqua, scartando quindi le bibite gassate e zuccherate. L’importante è sapere a cosa si può andare incontro quando si fanno determinate scelte alimentari, quali sono poi i sacrifici che vanno fatti per annullare le conseguenze di scelte poco oculate. Di seguito alcuni esempi .

Un hamburger con patatine fritte contiene più o meno 433 calorie che, per essere eliminate, necessitano di circa un’ora di nuoto, tempo leggermente variabile in base allo stile di nuoto adottato.

Un bel gelato da 300 calorie e 18 grammi di grassi, richiede per essere smaltito una camminata a passo veloce di almeno 20 minuti, e probabilmente si tratta di un piccolo scotto da dover pagare, soprattutto se in una bella giornata d’estate.

Una grigliata di carne, e qui già siamo passati ad un piatto più impegnativo in tutti i sensi, che corrisponde ad un apporto calorico di circa 421 calorie, variabile in questo caso anche in base al condimento utilizzato, si può smaltire con un’ora di camminata veloce, e qui l’impegno richiesto è già maggiore.

Continuando a salire, un piatto di spaghetti al ragùCamminata veloce, e anche qui il dato varia a seconda ella quantità di pasta e condimento, mediamente apporta circa 545 calorie che, per essere smaltite, richiedono ben più di un’ora di camminata veloce, più o meno 1 ora e 20 minuti.

Infine un cocktail analcolico alla frutta che contiene mediamente 180 calorie richiede anche in questo caso un buon quarto d’ora di camminata veloce. Questi esempi possono essere presi a modello per calcolare, autonomamente, sempre che si conoscano le calorie di ciascun piatto, quanto esercizio fare per smaltirne gli effetti.

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