Questo sito contribuisce
all'audience di

 

7 cose che gli appassionati di Sushi dovrebbero sapere

Conoscere le tradizioni culinarie di un Paese non è solo curiosità, ma è anche e forse soprattutto un arricchimento culturale.

di Daniele Lisi

01 Ottobre 2014





Sushi7 cose che gli appassionati di Sushi dovrebbero sapere, cose che ovviamente se vogliamo nulla tolgono o mettono al suo sapore, ma che comunque conoscere non fa certo male, anzi, è un arricchimento culturale, anche se si tratta solo di pesce crudo. Il Sushi, uno dei piatti più tipici della tradizione culturale orientale, molti credono essere giapponese, anche se poi le sue origini vanno ricercate un po’ più in là, più a oriente rispetto al Paese del Sol Levante. Infatti, il Sushi è nato in Cina, dove già nel quarto secolo lo si abbinava al riso, ed è poi stato importato in Giappone dove ha trovato la sua consacrazione tra le bancarelle di Tokyo nel 1800. Non tutti lo sanno, ma conoscere le tradizioni, anche culinarie, di un popolo, di una nazione, è pur sempre importante, anche interessante, perché si scoprono cose che mai si immaginava esistessero. Anche solo aneddoti, invenzioni casuali che non è detto che possano essere fatte solo nei laboratori, perché anche la cucina è un luogo dove si sperimenta, dove si studiano nuovi abbinamenti, dove la fantasia di un cuoco eccentrico può creare piatti nuovi e anche inimitabili.

Quindi, della prima cosa da sapere si è appena detto, ovvero dell’origine del Sushi. Passiamo ora ai condimenti e, tra questi, lo zenzero il cui ruolo sfugge ad un commensale poco attento o poco conoscitore delle tradizioni culinarie giapponesi. Lo zenzero sottaceto, gari in giapponese, non è una semplice decorazione come in molti sono propensi a credere, ma ha un ruolo molto importante nelle degustazioni di pesce in quanto serve per pulire la bocca dal sapore di ciascun boccone quando si passa da una tipologia di pesce ad un’altra. E non è tutto, perché secondo le migliori e anche più raffinate tradizioni culinarie giapponesi, vi è anche un ordine ben preciso che bisogna rispettare quando si mangiano tipi di pesce differenti. Si deve infatti partire dal più delicato in un crescendo continuo fino al più deciso.



Sushi e bacchetteLa salsa di soia, altro condimento che solitamente si accompagna al Sushi, un tempo era realizzata con tre semplici ingredienti: semi di soia, sale ed acqua, che però venivano fatti fermentare per diversi mesi in muffe particolari. Oggi, invece, viene prodotta in pochi giorni utilizzando della soia liofilizzata, quindi la mitica salsa di soia di un tempo non la si trova più, soprattutto non ha nulla a che vedere con quella che si può gustare nei ristoranti giapponesi nostrani.

Il Sushi di salmone. In Giappone è praticamente impossibile trovarlo in quanto si tratta di un pesce tipicamente norvegese, ovvero che viene pescato ben lontano dal Paese del Sol Levante, e non lo si trova nemmeno nei ristoranti più esclusivi in quanto vi si trova solo pesce fresco locale. Altra cosa, ovviamente, nei ristoranti giapponesi sparsi per il mondo, dove in alcune occasioni è anche possibile trovare il Sushi di salmone.

Quando ci si reca, in particolar modo all’estero, in un ristorante giapponese e non si sa bene cosa ordinare e, oltre tutto, si è frenati dal fatto che non si è in sintonia con lo chef che semmai parla solo giapponese, la soluzione è quella di chiedere l’omakase, che letteralmente significa “mi fido di te”. In quel caso sarà lo chef a decidere e, ovviamente, lo farà anche con grande impegno proprio per dimostrare al cliente di meritare la fiducia accordatagli. Partirà quindi con pesci dal gusto più delicato per arrivare poi man mano a quelli più decisi.

Se ci si vuole cimentare con le classiche bacchette di legno, cominciare sempre con qualcosa di solido, che ovviamente è più facile da afferrare anche se inizialmente con qualche difficoltà, evitando quindi di avventurarsi in complicate acrobazie per cercare di mangiare, semmai, del Ristorante giapponeseChirashi, che sarebbe del riso misto a pesce e verdure.

Infine tra i tanti Sushi, una particolare notazione merita il polpo. Questo richiede un trattamento molto particolare, un massaggio che può durare anche 45 minuti che però verrà eseguito dai cuochi più giovani che, secondo le tradizioni della cucina giapponese, non possono toccare il cibo per i primi due anni, ma si devono limitare a pulire, guarnire e anche eventualmente massaggiare.

Leggi anche

Seguici