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Stanchezza Cronica? Meglio non sottovalutarla, ecco perché

Solitamente si tende ad ignorare i problema, a considerarlo quasi come un fatto ineluttabile, mentre invece andrebbe preso più seriamente.

di Daniele Lisi

12 Settembre 2014





StanchezzaStanchezza Cronica? Meglio non sottovalutarla, perché potrebbe anche essere il sintomo di qualche malessere o malanno più serio, appunto da non sottovalutare. Un periodo di stanchezza in alcuni periodi dell’anno, è quasi una normalità. Lo è nei cambi di stagione, lo è al ritorno dalle ferie perché dipende dallo stress da ritorno al lavoro, lo è forse ancora di più per coloro che non hanno avuto la possibilità, quale ne sia la causa, di andare in ferie e di riposarsi e quindi di coloro che soffrono da mancata partenza, anche se di questa cosa nessuno ne parla più di tanto. Quindi in linea di massima, non è il caso di preoccuparsi, perché la stanchezza è una di quelle cose che può fare compagnia durante la giornata, una compagnia indesiderata, ovviamente. Può essere legata a dei periodi di lavoro particolarmente impegnativo, alla mancanza di sonno, agli eccessivi pensieri e preoccupazioni, ad una alimentazione insufficiente o, quanto meno, che non apporta le giuste quantità di sostanze nutrienti. Solitamente si tende ad ignorare i problema, a considerarlo quasi come un fatto ineluttabile, per cui si tendono ad ignorare dei sintomi che invece potrebbero essere un campanello di allarme per qualcosa di più serio.

Quindi, mai considerare la stanchezza con eccessiva superficialità, soprattutto poi se non esistono delle cause oggettive. La stanchezza protratta nel tempo, cronica se vogliamo definirla così, potrebbe essere determinata da un malfunzionamento della tiroide, un organo fondamentale per il buon funzionamento del metabolismo, e nello specifico si potrebbe trattare di una condizione di ipotiroidismo, con la tiroide che funziona al di sotto del suo normale standard producendo, quindi, meno ormoni. Per scoprire se la responsabile della stanchezza è la tiroide è necessario effettuare alcuni semplici esami del sangue, quelli specifici per la tiroide, esami che ovviamente sarà il medico curante a prescrivere, in caso di dubbio.



DepressioneUna stanchezza diffusa ancorché perdurante nel tempo potrebbe anche essere un sintomo di depressione, condizione da cui nessuno è immune in assoluto, è bene ricordarlo, depressione che in un periodo di crisi come l’attuale è sempre più frequente. I troppi impegni o, anche, la mancanza di impegni intesi come mancanza di lavoro e quindi di una fonte di sussistenza possono essere alla base della depressione che va affrontata con decisione, perché solo in questo modo è possibile uscirne. Evitare quindi di piangersi addosso, cercare di essere ottimisti anche quando non esistono delle situazioni oggettive che potrebbero indurre ad esserlo, svolgere un po’ di attività fisica all’aria aperta, come lo jogging, la corsa o la camminata, esercizi che aiutano a ritrovare un po’ di serenità. Nei casi più difficili, è necessario farsi aiutare dallo specialista.

Carenza di ferro e vitamine, anche queste determinano un senso di stanchezza perdurante nel tempo, quindi come detto in precedenza, una alimentazione insufficiente. Una carenza di vitamina D e B12 possono causare una stanchezza muscolare, così come una carenza di ferro, quest’ultima facilmente diagnosticabile con un semplice esame del sangue. Per risolvere il problema possono tornare utili alcuni integratori di ferro e vitamine, anche se la soluzione migliore è sempre quella legata ad un regime alimentare sano ed equilibrato, che sia in grado di apportare all’organismo tutte le sostanza di cui ha bisogno. Per la vitamina D, una maggiore esposizione ai raggi solari aiuterà ad aumentarne la produzione e, quindi, a risolvere il problema.

TiroideInfine la sindrome da stanchezza cronica, una vera e propria patologia di cui non si parla a sufficienza, che colpisce 300.000 persone nel nostro paese. Ad essa sono associati anche altri sintomi, quali cefalea, sonno che non ristora, dolori muscolari e articolari, problemi di memoria, sintomi che però sono associabili anche ad altre patologie. Si soffre di sindrome da stanchezza cronica se il senso di spossatezza perdura da almeno sei mesi e se condiziona più o meno pesantemente anche la vita sociale di tutti i giorni.

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