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Analisi del sangue: i trigliceridi

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Tra le varie analisi del sangue, un ruolo importante ha la determinazione dei trigliceridi in quanto il loro valore  deve necessariamente essere compreso entro certi valori specifici che, se sforati, può essere causa di diversi problemi. I grassi, o anche lipidi, contenuti negli alimenti sono formati nella ...

di Daniele Lisi

05 Marzo 2011





trigliceridiTra le varie analisi del sangue, un ruolo importante ha la determinazione dei trigliceridi in quanto il loro valore  deve necessariamente essere compreso entro certi valori specifici che, se sforati, può essere causa di diversi problemi.
I grassi, o anche lipidi, contenuti negli alimenti sono formati nella maggior parte, 90-98% dai trigliceridi e quindi, è di tutta evidenza, che un valore alto di questi ultimi è portatore di tanti guai.

Un trigliceride è formato dall’unione di una molecola di glicerolo con tre acidi grassi, da qui il termine tri (3) gliceridi, che si differenziano tra loro in quanto possono essere acidi grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi.
Ne consegue che i trigliceridi si differenziano in trigliceridi semplici quando i tre acidi grassi sono uguali e trigliceridi misti quando uno o più acidi grassi sono differenti tra loro.
Il tessuto adiposo del nostro organismo è formato per la maggior parte dai trigliceridi, trigliceridi che vengono , potremmo dire, stoccati all’interno di particolari cellule dette adipociti e, oltre a rappresentare la principale riserva di sostanza energetica se si pensa che un Kg di grasso fornisce circa 8700 Kcal, forma una vera e propria barriera termica di protezione contro le basse temperature.

I grassi che non assumiamo con l’alimentazione vengono assorbiti dall’intestino grazie all’azione combinata di bile e lipasi pancreatiche che provvedono a scinderli. I grassi semplici derivati dalla scissione, dal momento che non sono solubili in acqua e così anche nel sangue, vengono trasportati ai vari distretti periferici dove è richiesta la loro presenza come combustibile, viaggiano se così possiamo dire all’interno di particolari gusci proteici, i chilomitroni.
Una volta raggiunta la loro destinazione, provvederà l’insulina a fare in modo che i trigliceridi entrino nelle cellule e questo spiega anche perché nei diabetici è frequente l’alterazione della quantità di grassi o lipidi normalmente presenti nel sangue.

panino

Dieta alimentare scorretta

I valori  normali di trigliceridi nel sangue sono compresi tra 50 e 150/200 mg/dl ed è abbastanza intuibile che valori superiori a questi limiti aumentano considerevolmente il rischio di malattia cardiovascolare, infarto e aterosclerosi.



La determinazione dei trigliceridi  si fa di solito in abbinamento alla determinazione del colesterolo totale, del colesterolo LDL e del colesterolo HDL dal momento che il loro rapporto è molto stretto e, di solito, a un livello alto di trigliceridi si associa quasi inevitabilmente un altrettanto alto valore del colesterolo LDL, quello così detto cattivo, e del colesterolo totale. Questa pericolosa combinazione, nella stragrande maggioranza dei casi, è la diretta conseguenza di uno stile di vita più che discutibile, soprattutto nell’alimentazione  e nella pessima abitudine di fumare. Altre cause possono essere obesità, e qui si ritorna al discorso dello stile di vita non idoneo, e diabete mellito.
Casi di ipertrigliceridemia famigliare sono più unici che rari, 1 su 1000 così come quelli legati ad altri deficit di origine genetica.

Le cause principali vanno, quindi, ricercate tra le abitudini alimentari scorrette, sovrappeso o peggio obesità, vita sedentarie e conseguente ridotta o insufficiente attività fisica, fumo, diabete mellito, abuso di alcolici, patologie renali, assunzione di alcuni farmaci come la pillola anticoncezionale, per esempio.

statine

Le statine

La semplice correzione di questi fattori di rischio sopra elencati consente, nella maggior parte dei casi, di riportare il livello dei trigliceridi nel sangue a valori compresi tra i limiti che abbiamo indicato precedentemente e anche  uno stile di vita appropriato ed un po’ di attività fisica sono dunque efficaci sia nel prevenire, sia nel curare questa pericolosa condizione che può essere decisamente pericolosa per l’insorgenza di serie patologie cardiovascolari.
Tuttavia, quando la sola dieta alimentare associata ad un corretto stile di vita, il tutto condito da un po’ di attività fisica, non dovesse essere sufficiente a riportare i valori nella norma, è necessario fare ricorso alla terapia farmacologica che oggi ha fatto dei notevoli passi avanti.

I farmaci maggiormente usati sono le statine, l’ezetimibe e i fibrati. Tra questi i fibrati abbassano il tasso di colesterolo in misura minore rispetto alle statine, ma hanno dimostrato una maggiore efficacia nel diminuire i livelli plasmatici di trigliceridi.

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