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Mononucleosi, la malattia dell’amore

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La mononucleosi, conosciuta anche come malattia del bacio, è una malattia infettiva molto diffusa, il cui responsabile è il virus EBV, della famiglia degli erpes virus, ma non avvertita dalla maggior parte delle persone. Nella maggior parte dei casi non ci si accorge nemmeno della sua presenza ...

di Daniele Lisi

09 Ottobre 2010





mononucleosiLa mononucleosi, conosciuta anche come malattia del bacio, è una malattia infettiva molto diffusa, il cui responsabile è il virus EBV, della famiglia degli erpes virus, ma non avvertita dalla maggior parte delle persone.

Nella maggior parte dei casi non ci si accorge nemmeno della sua presenza perché il suo decorso è spesso asintomatico o al più presenta una lieve febbre e uno stato di generale stanchezza e si stima che in Italia a 16-18 anni la malattia ha coinvolto il 65-70% della popolazione ma quasi sempre in maniera asintomatica.
Il contagio avviene attraverso la saliva e le urine e quindi il più delle volte attraverso un semplice bacio, oppure attraverso l’uso di posate non perfettamente pulite o per aver frequentato un luogo affollato; infatti basta anche un semplice starnuto per contrarre il contagio.

L’incubazione dura mediamente 30-50 giorni e la malattia è già infettiva al termine della fase di incubazione. Dopo 5 -7 giorni dalla scomparsa dei sintomi principali si può ritornare al lavoro con tranquillità.

tonsille

La mononucleosi può essere scambiata per una tonsillite

I sintomi sono molto simili a quelli della tonsillite ma, attenzione, perchè in mancanza della corretta diagnosi, si potrebbero usare gli antibiotici che non avrebbero alcun effetto contro la mononucleosi che è una malattia virale.
La malattia il più delle volte è completamente asintomatica tanto che ci si ritrova con gli anticorpi dell’ EBV senza accorgersene. A volte invece la sintomatologia può essere abbastanza chiara e infatti ci si sente stanchi e si soffre di una debolezza muscolare prolungata (anche parecchie settimane) dopo un po’ di tempo interviene uno stato febbrile che può essere elevato e durare fino a due settimane. A seconda dei casi poi si può ingrossare la milza, possono comparire i linfonodi sul collo, sulla nuca e sulle ascelle. A causa dell’ingrossamento delle tonsille, che si ricoprono di muco verdastro, si può quindi soffrire di un intenso mal di gola.



Quando il virus EBV infetta il nostro organismo può provocare un’ infezione latente che permane per sempre e può riattivarsi in particolari situazioni oppure creare delle alterazioni che portano all’insorgenza di altre patologie tant’è che si è scoperto che, in particolar modo nelle donne, l’infezione da EBV porta a una modificazione permanente degli equilibri endocrini tale da portare a uno stato di stanchezza permanente che viene definita come sindrome da stanchezza cronica.

Una delle complicanze più pericolose della mononucleosi infettiva è la rottura della milza a causa del suo ingrossamento; il caso a dire il vero è estremamente raro, ma è da tenere comunque in debita considerazione perché nei casi più gravi, se non si interviene tempestivamente, può avere esito fatale. Negli sportivi il ritorno all’attività deve quindi avvenire con una certa cautela perché in alcuni sport, soprattutto quelli in cui c’è contatto fisico, eventuali traumi addominali potrebbero causare la rottura dell’organo in questione.

antibiotici

Gli antibiotici non sono indicati per la terapia

La mononucleosi si risolve da sola entro un mese e non necessita di terapie farmacologiche se non antipiretici e antidolorifici per tenere a bada la temperatura e gli eventuali stati doloroso derivanti dalla febbre. Soprattutto non vanno somministrati gli antibiotici che con i virus non servono, ma soprattutto in questo caso possono provocare una seria reazione cutanea, salvo nei casi di complicanze e quando una protratta prostrazione fisica potrebbe spalancare la porta ad altre infezioni di origine virale.

Comunque la migliore medicina è il letto e il riposo assoluto. In genere, nel giro di una settimana la malattia si risolve e la sintomatologia scompare, salvo lasciare una stato di affaticamento che può durare anche per qualche giorno. Ridurre quindi l’attività fisica e aspettare che il tutto abbia il suo corso naturale.

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