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Liberare le emozioni: l’unico modo per vivere serenamente

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); L’emotività dell’uomo si può definire come un infinito e meraviglioso groviglio di vissuti e sentimenti che accompagnano ogni istante della nostra vita. Qualunque cosa facciamo o esperiamo è fonte di emozioni. Possono essere semplici come il compiacimento per un sorriso ricevuto, la nostalgia di un ricordo lontano, ...

di Dott.ssa Elena Bernabè

26 Febbraio 2011





L’emotività dell’uomo si può definire come un infinito e meraviglioso groviglio di vissuti e sentimenti che accompagnano ogni istante della nostra vita.

Qualunque cosa facciamo o esperiamo è fonte di emozioni. Possono essere semplici come il compiacimento per un sorriso ricevuto, la nostalgia di un ricordo lontano, l’affetto per un conoscente oppure possono racchiudere al loro interno una tale complessità da non essere in grado di accettarle, viverle ed elaborarle. Solitamente è in quest’ultimo caso che sorgono talvolta delle fatiche psicologiche.

La vita di ogni individuo è scandita da innumerevoli avvenimenti ed esperienze e spesso non troviamo, o non vogliamo trovare,  il tempo per dar voce a ciò che ogni accadimento suscita in noi. Di conseguenza, questo atteggiamento di fuga di fronte ai nostri sentimenti, può provocare malesseri più o meno diffusi e problematici.



Può capitare che sia il nostro corpo a farsi portavoce della nostra mente mediante disturbi fisici senza alcuna causa organica (i cosi detti disturbi psicosomatici), oppure che sia il nostro comportamento a volerci comunicare qualcosa di noi stessi che però non riusciamo a decifrare.

Se l’emotività non viene liberata al momento opportuno ed in modo spontaneo e trasparente, essa trova vie d’espressione più immature e maggiormente faticose per il mantenimento del nostro equilibrio psicofisico.

Le emozioni represse ed ingabbiate in noi stessi non fanno altro che creare pian piano nodi profondi ed ingarbugliati, difficilmente scioglibili e comprensibili.

L’invito è allora quello di spalancare le porte alla rabbia, alla gioia, alla tristezza, all’euforia, alla gratitudine, al pentimento, al rancore, alla commozione… mediante vie di liberazione mature e costruttive come quelle artistiche o semplicemente attraverso il pianto oppure coraggiosamente mediante la via della parola. Verbalizzare ciò che proviamo senza timore di ferire noi stessi o gli altri è segno di autenticità impagabile, è indice di maturità, ci permette di scoprire verità incredibili mediante il confronto con le menti altrui.

“Le lacrime sono lo sciogliersi del ghiaccio dell’anima”  (H. Hesse)

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