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Casa Farmaceutica ammette di aver iniettato il Cancro con dei Vaccini

Cancro e vaccini? Una relazione dimostrabile?

di Redazione

21 Marzo 2014





Secondo quanto riportato da numerosi siti internet, una prestigiosa azienda farmaceutica avrebbe iniettato il virus dei tumori attraverso i vaccini. La notizia, non ancora confermata, riguarderebbe la Merck che, nel corso degli anni, avrebbe contribuito a diffondere il cancro proprio con le campagne di vaccinazione. Questa rivelazione è stata affermata durante un’intervista voluta dalla televisione di Boston ad opera dello studioso Edward Shorter; vista l’importanza della rivelazione, si è deciso di oscurare tutta la notizia, eliminandola anche dal volume “The health century”.

Secondo quanto si apprende, la casa farmaceutica avrebbe diffuso alcuni virus, fra i quali quello noto come SV40, virus trovato nel tessuto renale delle scimmie rhesus. La questione è stata approfondita anche da varie associazioni per la tutela dei consumatori che hanno deciso di chiedere il parere del Dottor Maurice Hilleman, uno dei personaggi di spicco del mondo della medicina. Il Dottor Hilleman avrebbe chiarito in che modo sarebbe potuta avvenire la contaminazione dei vaccini, spiegando che si potrebbe trattare della tossicità del liquido di coltura che potrebbe provocare non soltanto tumori ma anche forme di leucemia



Se questa affermazione venisse confermata, si potrebbe spiegare la diffusione, senza precedenti, di alcune gravi patologie, tra cui il carcinoma. Qualora si dimostrasse che la Merck ha realmente inoculato dei virus, potrebbe essere chiaro perchè nell’ultimo periodo siano notevolmente aumentate le morti provocate da specifiche malattie. Gli studiosi, in particolare, si riferiscono all’ultimo mezzo secolo, momento dal quale le campagne di vaccinazione sono diventate la prassi per i Paesi industrializzati, come gli Stati Uniti e l’Italia.

Naturalmente, in attesa che la notizia sia accompagnata da prove certe e sia riconfermata dai diretti interessati è necessario essere molto cauti. Il rischio che si corre è quello di creare un allarmismo sociale ingiustificato che potrebbe avere delle importanti ripercussioni sulle campagne di vaccinazione.

Non bisogna dimenticare infatti, che sono state proprio queste vaccinazioni a consentire di abbassare la mortalità infantile ma anche di evitare che il numero di persone con deficit, fisici e mentali, potesse crescere.

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