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Le persone ansiose sono più intelligenti

I soggetti ansiosi affrontano la vita e le sue vicende spesso con maggior angoscia, ma hanno in cambio un miglior quoziente di intelligenza.

di Daniele Lisi

18 Marzo 2014





ansiaLe persone ansiose sono più intelligenti. A  questa conclusione è giunta una ricerca condotta presso la New York State University, coordinata dal prof. Jeremy Coplan. La ricerca ha preso in esame 44 soggetti volontari, 26 dei quali soffrivano di ansia generalizzata. Sottoposti ad uno scanning cerebrale, i soggetti ansiosi hanno mostrato di possedere un  componente chimico del cervello associato non solo all’ansia generalizzata, ma anche ad una elevata intelligenza. Da qui la conclusione che le persone che soffrono frequentemente di episodi di ansia, hanno un QI decisamente superiore rispetto alle persone che con l’ansia, buon per loro, hanno poca familiarità.

Secondo il prof. Jeremy Coplan  questo sarebbe dovuto al fatto che i soggetti ansiosi sono più frequentemente impegnati ad elaborare  delle strategie per cercare di evitare azioni o situazioni pericolose, ovvero quelle che in loro generano ansia e preoccupazione, per cui costoro finiscono con l’avere un tasso di sopravvivenza più elevato rispetto a coloro che affrontano la vita con più disinvoltura, e questo a tutto vantaggio della specie.  Fatto è che i soggetti ansiosi affrontano la vita e le sue vicende spesso con maggior angoscia, sono  a volte esposti a crisi di ansia anche in situazioni del tutto normali, solo che per loro rappresentano potenzialmente un pericolo, e non è detto che in effetti non sia così.

ansiaVedono, o meglio, temono che determinate situazioni possano avere delle serie conseguenze per la loro incolumità, non solo fisica, ma anche esistenziale, se così possiamo dire, nel senso che temono che possano generare eventi futuri che possano avere conseguenze sulla loro vita, sulla loro tranquillità. Non è affatto detto che si trovino dalla parte del  torto, che non abbiano ragione, perché probabilmente riescono ad immaginare, percepire o soltanto temere scenari immediati o anche futuri che per altri invece sono invisibili. Per esempio, una metropolitana particolarmente affollata può scatenare una crisi di ansia, addirittura una crisi di panico, nei soggetti che soffrono ovviamente di ansia generalizzata, mentre nella maggior parte delle persone una simile circostanza genera solo fastidio.



La maggior parte delle persone accetta la situazione con filosofia, come un fatto ineluttabile che non può essere evitato: così è e così deve andare. Invece nei soggetti ansiosi si materializzano, inconsciamente, una serie di scenari  pericolosi improbabili, ma comunque possibili. È in fondo come se avessero una visione diversa di ciò che li circonda, di quanto avviene loro intorno, per cui reagiscono in maniera diversa, del tutto personale e, come detto in precedenza, non è assolutamente detto che non abbiano ragione loro. Per loro affrontare la vita con una visione non propriamente positiva è certamente una sofferenza.  L’ansia è uno stato psichico incondizionato, non supportato da fatti o condizioni oggettive, e può quini in molti casi, condizionare pesantemente la vita di chi ne soffre.

Vivere continuamente in uno stato di angoscia, di tensione, anche di paura, non è certamente un bel modo di affrontare la vita e in alcuni casi può diventare addirittura invalidante. Tuttavia è, come detto in precedenza, una condizione del tutto personale, che però non è detto che sia del tutto Intelligenzaimmotivata. Essendo una condizione personale, dipende anche dalla sensibilità oggettiva di chi ne soffre, per cui per un osservatore è di difficile comprensione. Del resto, c’è chi affronta la vita con allegria, con disinvoltura, con superficialità, in maniera anche spericolata, ma vi è anche chi l’affronta con maggior circospezione, attenzione,  ma il più delle volte avendo una visione fosca e negativa sia del presente che del futuro. Ma, a quanto sembra, costoro sono  persone più intelligenti rispetto a chi prende la vita per quella che è, come viene, viene.

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