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Il bruxismo, chi sarà mai costui ?

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Il bruxismo è il digrignamento involontario dei denti e, anche se poco conosciuto, è molto diffuso dal momento che ne soffre in maniera più o meno accentuata il 50% della popolazione. Non è un tic né tanto meno un vizio e neppure un atto consapevole, ma non ...

di Daniele Lisi

09 Ottobre 2010





bruxismoIl bruxismo è il digrignamento involontario dei denti e, anche se poco conosciuto, è molto diffuso dal momento che ne soffre in maniera più o meno accentuata il 50% della popolazione.
Non è un tic né tanto meno un vizio e neppure un atto consapevole, ma non va sottovalutato in quanto, se trascurato, può provocare seri danni ai denti.
Chi soffre di questo problema in genere ne è inconsapevole o lo considera alla stregua di una cattiva abitudine, un po’ come mangiarsi le unghie, ma non è così.

Il bruxismo è, nei fatti, una malattia del sistema masticatorio che si esplica con il serramento e il digrignamento dei denti con movimento periodici e ha implicazioni sulla qualità del sonno, oltre a compromettere lo stato di salute dei denti.
Bisogna distinguere tra 2 tipi di bruxismo: quello primitivo e quello secondario. Il primo, ovvero il primitivo, non ha legami e quindi non dipende da altre situazioni patologiche mentre il secondario è conseguente a disturbi del sonno, all’assunzione di farmaci e antidepressivi, a stimolanti quali droghe, a stati depressivi o anche a malattie gravi quali il morbo di parkinson.

Il disturbo che a torto si ritiene sia tipico solo delle ore notturne, è invece anche molto frequente durante il giorno ed è strettamente legato allo stress. La fascia d’età maggiormente interessata dal problema è quella compresa tra i 25 e i 45 anni, periodo della vita nel quale è maggiore lo stress dovuto alle attività lavorative. Tuttavia, dal momento che è tipico anche di stati depressivi, può interessare frequentemente anche persone più avanti negli anni. Il bruxismo diurno, oltre a usurare i denti e a danneggiare seriamente la dentatura nel suo insieme, può provocare dolori muscolari e pregiudicare il livello di attenzione a causa di stanchezza precoce.

Le cause di questo disturbo sono da ricercare, come già detto in precedenza, essenzialmente nello stress. Le persone più soggette a stress emotivi, lavorativi e sportivi sono quelle che più di frequente soffrono di questo disturbo. Inoltre i fumatori hanno il doppio delle probabilità di soffrire di bruxismo rispetto ai non fumatori, e questa non è una sorpresa visto quanto il fumo condizioni lo stato di salute.



eIl bruxismo è il digrignamento involontario dei denti e, anche se poco conosciuto, è molto diffuso dal momento che ne soffre in maniera più o meno accentuata il 50% della popolazione. Non è un tic né tanto meno un vizio e neppure un atto consapevole, ma non va sottovalutato in quanto, se trascurato, può provocare seri danni ai denti. Chi soffre di questo problema in genere ne è inconsapevole o lo considera alla stregua di una cattiva abitudine, un po' come mangiarsi le unghie, ma non è così. Il bruxismo è, nei fatti, una malattia del sistema masticatorio che si esplica con il serramento e il digrignamento dei denti con movimento periodici e ha implicazioni sulla qualità del sonno, oltre a compromettere lo stato di salute dei denti. Bisogna distinguere tra 2 tipi di bruxismo: quello primitivo e quello secondario. Il primo, ovvero il primitivo, non ha legami e quindi non dipende da altre situazioni patologiche mentre il secondario è conseguente a disturbi del sonno, all'assunzione di farmaci e antidepressivi, a stimolanti quali droghe, a stati depressivi o anche a malattie gravi quali il morbo di parkinson. Il disturbo che a torto si ritiene sia  tipico solo delle ore notturne, è invece anche molto frequente durante il giorno ed è strettamente legato allo stress. La fascia d'età maggiormente interessata dal problema è quella compresa tra i 25 e i 45 anni, periodo della vita nel quale è maggiore lo stress dovuto alle attività lavorative. Tuttavia, dal momento che è tipico anche di stati depressivi, può interessare frequentemente anche persone più avanti negli anni. Il bruxismo diurno, oltre a  usurare i denti e a danneggiare seriamente la dentatura nel suo insieme, può provocare dolori muscolari e pregiudicare il livello di attenzione a causa di stanchezza precoce. Le cause di questo disturbo sono da ricercare, come già detto in precedenza, essenzialmente nello stress. Le persone più soggette a stress emotivi, lavorativi e sportivi sono quelle che più di frequente soffrono di questo disturbo. Inoltre i fumatori hanno il doppio delle probabilità di soffrire di bruxismo rispetto ai non fumatori, e questa non è una sorpresa visto quanto il fumo condizioni lo stato di salute. Le conseguenze del bruxismo sono spesso sottovalutate mentre invece andrebbero prese seriamente in considerazione. Queste sono l 'usura dei denti, microfratture dello smalto, aumento della sensibilità dentale, sovraccarico delle protesi, dolore ai muscoli masticatori, stanchezza, scarsa concentrazione, dolori cervicali, importanti scompensi posturali.  Come si vede i danni che questo disturbo è in grado di procurare sono tanti e di varia natura e quindi sarebbe opportuno non sottovalutare il fenomeno. Poiché il disturbo può avere origine anche in tenera età, bisogna fare molta attenzione ad alcuni segnali che potrebbero rivelarne la presenza quali affaticamento muscolare al risveglio, difficoltà ad aprire completamente la bocca, maggiore sensibilità dei denti al caldo e al freddo,  rumore inequivocabile di sfregamento notturno delle due arcate dentali. Questo disturbo, soprattutto in tenera età, se si prolunga nel tempo può provocare una usura della superficie  dei denti  fino a giungere a complicazioni più serie quali una malattia periodontale o un disturbo all’articolazione temporomandibolare. Si tenga comunque presente che questo disturbo nei ragazzi tende a regredire completamente e spontaneamente intorno al tredicesimo anno d'età con lo sviluppo delle arcate dentarie. Ad ogni modo, al minimo dubbio, è buona norma sottoporre il soggetto interessato ad una visita odontoiatrica. Una cura per il bruxismo che non è una vera e propria malattia ma più che altro un disturbo comportamentale involontario non esiste. La dove esso dipende dall'assunzione di farmaci o eccitanti, si dovrebbe cercare di eliminarli o, per quanto riguarda i farmaci, di sostituirli con altri che non provochino gli stessi stati emotivi. Per tutto quello legato allo stress e allo stile di vita, è necessario cercare di porre un freno a quelle che sono le cause scatenanti. Situazioni di particolare stress, fumo, alcol, sono tutti fattori che, volendo, possono essere tenuti sotto controllo.  Si può ricorrere anche a procedure passive che, sia chiaro, non curano ma possono aiutare a minimizzare i danni e cioè  si possono usare paradenti o tutori detti bite a forma di morso, da indossare di notte e, se necessario, anche di giorno, che impediscono il contatto occlusale adattandosi tra i denti e prevengono i danni all’apparato dentale e a quello muscolo-scheletrico. Questi vanno fatti su misura dall'odontoiatra. Ma comunque ricordiamoci sempre che  la mente è la nostra prima alleata in tante situazioni; dovremmo sfruttarla di più e più consapevolmente.crania

Il bruxismo può provocare emicrania

Le conseguenze del bruxismo sono spesso sottovalutate mentre invece andrebbero prese seriamente in considerazione. Queste sono l ‘usura dei denti, microfratture dello smalto, aumento della sensibilità dentale, sovraccarico delle protesi, dolore ai muscoli masticatori, stanchezza, scarsa concentrazione, dolori cervicali, importanti scompensi posturali. Come si vede i danni che questo disturbo è in grado di procurare sono tanti e di varia natura e quindi sarebbe opportuno non sottovalutare il fenomeno.

Poiché il disturbo può avere origine anche in tenera età, bisogna fare molta attenzione ad alcuni segnali che potrebbero rivelarne la presenza quali affaticamento muscolare al risveglio, difficoltà ad aprire completamente la bocca, maggiore sensibilità dei denti al caldo e al freddo, rumore inequivocabile di sfregamento notturno delle due arcate dentali. Questo disturbo, soprattutto in tenera età, se si prolunga nel tempo può provocare una usura della superficie dei denti fino a giungere a complicazioni più serie quali una malattia periodontale o un disturbo all’articolazione temporomandibolare. Si tenga comunque presente che questo disturbo nei ragazzi tende a regredire completamente e spontaneamente intorno al tredicesimo anno d’età con lo sviluppo delle arcate dentarie. Ad ogni modo, al minimo dubbio, è buona norma sottoporre il soggetto interessato ad una visita odontoiatrica.

bite

L'uso di tutori, detti bite, può essere d'aiuto

Una cura per il bruxismo che non è una vera e propria malattia ma più che altro un disturbo comportamentale involontario non esiste. La dove esso dipende dall’assunzione di farmaci o eccitanti, si dovrebbe cercare di eliminarli o, per quanto riguarda i farmaci, di sostituirli con altri che non provochino gli stessi stati emotivi.
Per tutto quello legato allo stress e allo stile di vita, è necessario cercare di porre un freno a quelle che sono le cause scatenanti. Situazioni di particolare stress, fumo, alcol, sono tutti fattori che, volendo, possono essere tenuti sotto controllo.

Si può ricorrere anche a procedure passive che, sia chiaro, non curano ma possono aiutare a minimizzare i danni e cioè si possono usare paradenti o tutori detti bite a forma di morso, da indossare di notte e, se necessario, anche di giorno, che impediscono il contatto occlusale adattandosi tra i denti e prevengono i danni all’apparato dentale e a quello muscolo-scheletrico. Questi vanno fatti su misura dall’odontoiatra.
Ma comunque ricordiamoci sempre che la mente è la nostra prima alleata in tante situazioni; dovremmo sfruttarla di più e più consapevolmente.

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