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Ti addormenti davanti alla tv? Dimentichi i nomi? Vuol dire che…

Nella maggior parte dei casi, dentro si è sempre giovani, si guarda sempre al futuro, anche se sempre più spesso si pensa al passato.

di Daniele Lisi

13 Febbraio 2014





InvecchiareTi addormenti davanti alla tv? Dimentichi i nomi delle persone, addirittura i tuoi cari? Se questo ti capita molto spesso…

Vuol dire che si sta invecchiando, che gli anni passano  e che purtroppo è necessario adattarsi alla nuova condizione. Naturalmente non è sempre vero perché vi sono casi e casi, situazioni particolari che fanno si che ci si addormenti davanti alla TV, e questo è altrettanto spesso dovuto ad una giornata particolarmente faticosa, alla nottata precedente caratterizzata da un sonno di cattiva qualità, e così via. Il tempo passa, e passa anche velocemente, e ci si accorge del suo inesorabile trascorrere quando si fa caso ad alcuni segni inequivocabili che ne certificano l’ineluttabilità. I capelli che si diradano, anche se questo potrebbe essere un problema genetico e quindi non rapportabile all’età, il sempre maggior desiderio di tranquillità, e altro ancora, come vedremo più avanti.

Ciascuno vive il trascorre del tempo a suo modo. C’è che comincia a pensare di essere vecchio già a 45-50 anni, quando invece ha ancora diverso tempo da vivere davanti a sé, c’è chi invece non se ne cura e comincia a rendersi conto che gli anni sono trascorsi quando non è più in grado di fare alcune azioni che prima faceva senza batter ciglio, con estrema disinvoltura.  L’importante, in tutti i casi, è accettare il nuovo, o meglio, il vecchio che avanza e adattarvisi senza farsene un problema, altrimenti si rischia di morire dentro anzi tempo, di invecchiare ancor prima che lo stabilisca il decadimento fisico.

InvecchiareSecondo un recente sondaggio, l’80% degli intervistati ritiene che si è vecchi solo quando lo si avverte dentro di sé, quando si ha coscienza di esserlo, o meglio, quando si ritiene di esserlo. Nella maggior parte dei casi, dentro si è sempre giovani, si guarda sempre al futuro, anche se sempre più spesso si pensa al passato, anche a quanto accaduto 40 anni prima, alle persone amate allora, alle persone che non ci sono più, al primo vero amore di gioventù. Sono pensieri che arrivano quasi sempre quando si raggiunge una sorta di traguardo, diverso per ciascuno ovviamente, perché dipende da come ogni persona vive il suo stato, il trascorrere del tempo.



Ma non solo pensieri, perché anche i sogni spesso riguardano ciò che è stato negli anni passati, si sognano persone delle quali ci si era quasi dimenticati, ma che invece avevano, e il fatto di sognarli lo dimostra, lasciato un segno preciso nella propria esistenza. Molti cominciano a prendere in considerazione del trascorre  del tempo in occasione del compleanno, ma non di uno qualunque, bensì di quello che coincide con il cambio del primo numero, con il cambio delle decine, che poi sembrano essere quelle che contano. A 59 anni si ha sempre la sensazione di essere dei cinquantenni, sensazione che cambia radicalmente  il giorno stesso in cui si compiono i 60.

Altri segnali importanti per alcuni sono la difficoltà ad accettare e a convivere con le novità tecnologiche, così come iniziare a guidare con maggior prudenza e a bassa velocità, cominciare a lamentarsi un po’ di tutto, soprattutto di chi o cosa disturba la propria quiete e tranquillità, e così via. Vi è poi una cosa che è abbastanza comune a tutti coloro che cominciano ad avere qualche anno di troppo, la lacrimuccia facile, ovvero  commuoversi facilmente anche per le cose più banali, come un film neppure poi tanto strappalacrime.

Anziani e PCTuttavia, la vera vecchiaia arriva quando  succede che si perde il compagno o la compagna della vita, quando si resta soli,  ed è proprio allora che ci si rende conto che il tempo che resta è ormai poca cosa, anche se non è dato mai sapere quanto effettivamente sarà. In questo caso la soluzione migliore, la sola, oltre tutto raccomandata anche da psicologi e medici, è trovare un amico con cui dividere i propri  giorni, un amico da curare ed accudire, ovvero un cane o un gatto, che sapranno rendere più sereno il tempo che resta.

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