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Curare l’influenza, il brodo di pollo è meglio dei farmaci

Nel passato non si utilizzava altro che un bel brodo caldo di pollo, qualche spremuta di arance e tanto letto, in compagnia della borsa d’acqua calda.

di Daniele Lisi

04 Febbraio 2014





InfluenzaCurare l’influenza, il brodo di pollo è meglio dei farmaci, uno dei classici rimedi della nonna, quelli che una volta si utilizzavano regolarmente vista l’assenza dei vaccini e degli antivirali, sembra tornare alla ribalta, ad essere il protagonista della lotta all’influenza.  E proprio ora, in questo periodo dell’anno,  quando l’influenza percorre quasi indisturbata la penisola da Nord a Sud, passando anche per le isole,  il brodo di pollo riacquista quella notorietà che aveva un tempo. Chi ha qualche anno sul groppone, non necessariamente tanti, si ricorderà sicuramente di come una volta si combatteva l’influenza. Del resto, tranne qualche antipiretico e l’aspirina, buona un po’ per tutti i malanni anche allora, non si utilizzava altro che un bel brodo caldo di pollo, qualche spremuta di arance e tanto letto, in compagnia della borsa d’acqua calda, visto che i riscaldamenti centralizzati erano un lusso per pochi.

Poi è arrivato il vaccino e hanno fatto la loro comparsa anche gli antivirali e così, come spesso accade, i buoni rimedi di una volta sono finiti  prematuramente in soffitta, senza tuttavia  far registrare dei miglioramenti sostanziali. Il decorso, più o meno, è sempre lo stesso, tranne nei casi in cui sopraggiungono complicanze  di origine batterica che  richiedono anche l’utilizzo degli antibiotici. Ora, grazie ad alcuni studi, si è potuto constatare che il brodo di pollo è una soluzione eccellente in quanto contribuisce ad aumentare le difese immunitarie. Lo dice, tra gli altri, il prof. Gabriele Bellomo, vicepresidente dell’Associazione nazionale specialisti in scienza dell’alimentazione, che consiglia anche di aggiungere al classico brodo di pollo, aglio e peperoncino, perché  sono dei disinfettanti e antinfiammatori naturali, nulla di meglio quindi per combattere non solo l’influenza, ma anche tutte quelle malattie da raffreddamento parainfluenzali.



Brodo di polloMai come quest’anno questi consigli potranno tornare utili, vista la particolare virulenza dell’attuale influenza che, quando colpisce, mette a dura prova le difese immunitarie e, oltre tutto, ha un decorso un po’ più lungo del normale.  Ma, come spesso scritto anche su queste pagine, la soluzione migliore resta sempre la prevenzione e, quindi, la vaccinazione che poi, per alcuni soggetti in particolare, è non solo consigliata, ma assolutamente raccomandata. Stiamo parlando,  come è facilmente intuibile,  dei soggetti a rischio ovvero le persone non più giovanissime, gli anziani tanto per intenderci, i bimbi in tenerissima età, e tutti quei soggetti portatori di patologie croniche di una certa importanza come patologie cardiovascolari, epatiche e altre ancora.

Inoltre non vanno dimenticati i soggetti il cui sistema immunitario è particolarmente debilitato, sia per una situazione transitoria e reversibile, sia perché colpiti da qualche altra patologia particolarmente debilitante. Tutti questi soggetti dovrebbero necessariamente vaccinarsi, per evitare di incorrere in quelle complicazioni che poi sono il vero rischio dell’influenza, quelle che in alcuni casi possono risultare anche fatali. Purtroppo vi è una sempre maggiore avversione al vaccino antinfluenzale,  questo anche grazie alle vicende dello scorso anno legate al ritiro di alcuni lotti di vaccino che sembravano dare alcuni problemi, allarme poi rientrato. Fatto è che, anche quest’anno, le ASL che  si occupano della vaccinazione gratuita dei soggetti a rischio, hanno fatto registrare un avanzo crescente del numero di dosi disponibili.

VaccinazioneQuesto è un atteggiamento che invece mette a rischio proprio i soggetti più deboli, coloro che dovrebbero fare più attenzione perché maggiormente esposti ai rischi di serie complicanze. La vaccinazione oggi è una pratica sicura, la sola in grado di scongiurare il contagio e, quindi, i rischi, per cui andrebbe fatta, almeno dai soggetti maggiormente esposti al rischio contagio, anche se giovani  e non rientranti nella categoria dei soggetti a rischio, se convivono con persone per le quali l’influenza rappresenta un pericolo.

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