Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Attacchi di fame nervosa? Da cosa dipendono e cosa fare

È una reazione tipica di alcuni soggetti che reagiscono in questo modo alle avversità.

di Daniele Lisi

02 Gennaio 2014





Fame nervosaAttacchi di fame nervosa, quella fame che assale quando si è un po’ giù di corda, stressati, imbufaliti per qualcosa accaduta sul lavoro o nella vita di tutti i giorni. È una reazione tipica di alcuni soggetti che reagiscono in questo modo alle avversità, mentre ve ne sono altri che, nelle stese condizioni, non riescono nemmeno a mangiare normalmente, perché lo stress fa perdere loro completamente l’appetito. È in sostanza una reazione individuale alle avversità, momenti negativi della vita che ciascuno affronta in maniera diversa. Per coloro che reagiscono mangiando, si tratta di uno spuntino continuo che può essere rappresentato da una caramella, un biscotto, una merendina, un tramezzino, insomma una cosa qualsiasi da mettere sotto i denti, il tutto ovviamente a danno della salute e della linea.

Soprattutto poi se questi continui spuntini sono a base di alimenti dolci, cioccolato o altre leccornie del genere  perché gli zuccheri, dopo 20 minuti in cui sono entrati in circolo, fanno salire vertiginosamente i livelli di insulina che determina inevitabilmente uno stato di stanchezza,  di affaticamento accompagnato da  un lieve senso di depressione, il che non fa altro che peggiorare le cose. In definitiva, il classico circolo vizioso: si mangia per cercare di combattere le stress e così facendo non si fa altro che farlo aumentare con conseguente ricerca di altro cibo da mettere sotto i denti. Il dolce tende ad appagare, almeno inizialmente, soprattutto poi se si tratta di cioccolato che favorisce la produzione di endorfine, le molecole del benessere e del buonumore.



FamePer contrastare la fame nervosa è necessario in un certo senso anticiparla, ovvero creare quelle condizioni che favoriscono il senso di sazietà, così da non lasciare spazio alla fame indotta da un momento di depressione. Innanzi tutto è necessario organizzare il proprio regime alimentare in modo da fare oltre ai classici tre pasti principali, prima colazione, pranzo e cena, anche due spuntini intermedi, uno a metà mattina e l’altro a metà pomeriggio, così da non lasciare spazio ad altro. Poi è bene abituarsi a mangiare con calma, ritagliandosi gli spazi giusti nel corso della giornata,  perché solo mangiando lentamente si mettono in moto quei meccanismi che inviano al cervello il messaggio di sazietà.

Iniziare il pasto con un antipasto a base di verdura e frutta perché questi alimenti sono particolarmente ricchi di fibre che creano massa nello stomaco e quindi attenuano significativamente la fame. Oltre tutto questa è una delle strategie raccomandate a chi deve perdere peso e non vuole adottare diete particolarmente aggressive. Non tralasciare pasta e pane in primo luogo perché contengono fibre e saziano rapidamente, ma anche perché i carboidrati favoriscono la produzione di serotonina che regola il meccanismo della fame.

Evitare di leggere o di guardare la televisione mentre si mangia, in modo da non distrarre la mente dai segnali di sazietà che le arrivano, altrimenti si correrebbe il rischio di mangiare anche oltre il necessario. Prendere l’abitudine di utilizzare le spezie nella preparazione degli alimenti perché aiutano a saziare più in fretta e favoriscono inoltre la produzione di endorfine che quindi aiutano a ritrovare una certa serenità. Il caffè, la pari del tè, aiuta in quanto Insalataoltre a velocizzare un metabolismo un po’ pigro e quindi a bruciare più calorie, ha un effetto anoressizzante per cui ritarda lo stimolo della fame.

Infine, ed è probabilmente una delle migliori soluzioni, se ci si sente stressati, se si è un po’ su di giri, l’attività fisica è la migliore medicina, perché oltre a far bene a tutto l’organismo in generala, aiuta a scaricare lo stress, contribuisce a ritrovare l’equilibrio psicofisico messo a dura prova dalle avversità della vita.

Leggi anche

Seguici