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Che rapporto hai con i tuoi genitori?

I genitori devono imparare a liberarsi del loro ruolo in modo da apparire agli occhi dei figli come dei consiglieri affidabili, responsabili e amorevoli.

di Daniele Lisi

28 Dicembre 2013





Educazione dei figliChe rapporto hai con i tuoi genitori?  La questione è decisamente complessa, per nulla semplice, perché  le variabili in gioco sono talmente tante che riuscire a dare una risposta univoca è praticamente impossibile. I fattori che entrano in gioco sono tanti: età, estrazione sociale, cultura, livello economico, sesso dei figli, insomma vi sono una miriade di condizioni diverse per cui è necessario valutare altrettante situazioni. Partendo dal presupposto che il rapporto sia in linea di massima buono e che quindi non vi siano rotture insanabili, come purtroppo a volte avviene, bisogna comunque procede per gradi, perché il rapporto cambia man mano che passano gli anni, soprattutto man mano che i figli crescono.

Se i figli sono bambini e quindi non adolescenti, il problema per lo più non sussiste. Il rapporto è ottimo, con i genitori che si occupano dell’educazione dei figli e di soddisfare tutte le loro esigenze, a volte anche andando ben oltre il necessario, e questo potrebbe essere già un primo errore che poi potrebbe farsi sentire con trascorrere degli anni. Del resto, i genitori non hanno frequentato nessun corso specifico che insegnasse loro come svolgere nel migliore dei modo il loro compito, e questo i figli non lo considerano mai, sono di fatto tutti autodidatti, che si basano anche sulle loro esperienze pregresse, quelle di quando era toccato a loro essere figli, solo che le epoche erano sostanzialmente diverse e quindi queste esperienze potrebbero anche essere inadatte al periodo.

Genitori e figliI primi problemi cominciano con l’adolescenza, quando nei figli avvengono i primi mutamenti, non solo fisici, ma anche dal punto di vista della personalità.  Le loro esigenze cambiano man mano che i giorni passano, il desiderio di libertà si fa sempre più pressante, e in questo caso sono i genitori a doversi adattare alla nuova condizione, e spesso non ne sono capaci. Per una mamma o un padre, i figli saranno sempre figli, più che altro bambini, anche se in effetti non è più così, per cui avranno sempre l’impulso di comportarsi come facevano un tempo, e adattarsi alla nuova condizione non è certo semplice.



Molto dipende innanzi tutto dalla cultura, dalla maturità stessa dei genitori che dovranno quindi avere la sensibilità e l’intelligenza di adattarsi alle nuove esigenze dei loro figli. Questi, invece, almeno nelle prime fasi dell’adolescenza, non si sentiranno in dovere di adattarsi, saranno sempre più insofferenti nei confronti dei consigli dei loro genitori, perché tenderanno a confondere la loro esperienza di adulti con la volontà di voler continuare a decidere per loro, anche se in effetti non è proprio così. Il mestiere di genitore, come suol dirsi, è un mestiere difficile, improbo, trovare i giusti equilibri tra il saper consigliare o l’alzare la voce quando occorre non è cosa semplice, si rischia sempre di  incrinare un rapporto che invece potrebbe e dovrebbe semplicemente adeguarsi alle mutate condizioni.

I figli devono poter avere la libertà di sbagliare perché sono del tutto inesperti, ma sempre entro certi limiti, perché altrimenti eventuali sbagli potrebbero avere anche conseguenze drammatiche. I figli dal canto loro devono imparare ad avere rispetto dell’esperienza dei loro genitori e quindi non devono confondere i consigli, qualche predica, come una coercizione o come la volontà di imporre determinate decisioni o comportamenti. Si tratta di un Genitori e figliequilibrio precario, difficile da mantenere, ma che se gestito con intelligenza e buon senso da ambo le parti, può dar luogo ad un buon rapporto.

I genitori devono imparare a liberarsi del loro ruolo in modo da apparire agli occhi dei figli come dei consiglieri affidabili, anche se sempre responsabili ed autorevoli. L’importante è che ciascuno rispetti il proprio ruolo e quello della controparte, diciamo così, in modo che si instauri un rapporto basato sull’amore, fiducia e rispetto, condizioni essenziali per non far nascere equivoci o dissapori che il tempo potrebbe anche ingigantire.

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