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Allergia al Gatto, come difendersi

Il problema è rappresentato dall’allergene Fel d1, il principale responsabile dell’allergia umana al gatto, allergene che viene prodotto dalle ghiandole sebacee dell’amico micio.

di Daniele Lisi

20 Dicembre 2013





Allergia al gattoAllergia al gatto, un problema per chi divide la propria esistenza con un felino, anche in considerazione del fatto che ben difficilmente  verrà presa in considerazione l’opzione di allontanare il micio dalla casa perché, in effetti, egli è parte integrante della famiglia e non un semplice ospite. Il problema è rappresentato dall’allergene Fel d1, il principale responsabile dell’allergia umana al gatto, allergene che viene prodotto dalle ghiandole sebacee dell’amico micio e che quindi è presente, in particolar modo, nella forfora che inevitabilmente ogni gatto produce, diciamo così. Ma non solo, perché lo si può riscontrare anche a livello di saliva, sebo, sudore e liquido lacrimale, per cui per un soggetto allergico, il gatto diventa veramente una fonte di problemi che, tuttavia, è possibile limitare significativamente.

Secondo uno studio recente condotto da  Giuseppe Verlato dell´Università degli Studi di Verona, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Allergy and Clinical Immunology, è possibile limitare sensibilmente i problemi allergici limitando drasticamente l’accesso del gatto alla camera da letto. Infatti, dei soggetti osservati, nessuno di coloro che teneva il gatto lontano dalla camera da letto è risultato essere allergico, così come il possedere un gatto fin dall’infanzia è un fattore protettivo.  A parte i risultati di questa ricerca, è possibile limitare i danni attenendosi ad alcune semplice regole che, se rispettate, consentono una convivenza tranquilla.

Gatto e bambinoIl problema è per lo più rappresentato dal fatto che l’allergene Fel d1 che, ricordiamo, è un allergene aerogeno, è di dimensioni estremamente piccole, per cui è ben difficile che non possa depositarsi in giro per casa, tanto è vero che, anche in caso di allontanamento del gatto, eventualità comunque da non prendere in considerazione, resterà presente nell’ambiente ancora a lungo, almeno per altri 8 mesi, e addirittura fino a quattro anni. Quindi, meglio adottare delle misure alternative che possono dare una mano.



Innanzi tutto, anche in considerazione dei risultati della ricerca citata in precedenza, limitare l’accesso alla camera dal letto del buon micio. Poi, è necessario mantenere la casa rigorosamente pulita, rimuovendo quindi  gli allergeni presenti nella polvere che si deposita ovunque, sui tessuti, sulle tende, sui tappeti, negli angoli più remoti della casa. È necessario utilizzare un aspirapolvere preferibilmente dotato di filtro HEPA che possa intrappolare gli allergeni aspirati con la polvere e, parimenti, utilizzare depuratori sempre equipaggiati con lo stesso filtro.

Mantenere il gatto sempre pulito, quindi facendogli il bagno almeno una volta al mese e spazzolandolo tutti i giorni, preferibilmente all’aperto in modo da non disperdere ulteriormente l’allergene nell’ambiente domestico. Ridurre al minimo la presenta di altri allergeni potenzialmente problematici quali polvere, sostanze chimiche, pollini e evitare drasticamente di fumare in casa, regola che andrebbe rispettata  in tutti i casi. Fare in modo che della cura dell’amico micio si incarichi una persona diversa dal soggetto sensibile, così da evitare quanto più possibile di entrare a contatto con il pelo del gatto e degli allergeni su di esso presenti.

In casi estremi, la soluzione resta la cura farmacologica, anche se la soluzione ottimale resta sempre, in tutti i casi, il vaccino. Questo va fatto dopo che il soggetto allergico si sarà sottoposto alle prove allergiche per determinare con precisione l’allergene responsabile della sua Pulizia del gattoallergia. Se invece non si convive ancora con un gatto ma si desidera possederne uno, si potrebbe scegliere un gatto siberiano che è considerato un gatto ipoallergenico in quanto ha una bassa produzione di allergene Fel d1. Tuttavia, solitamente quando entra un gatto in casa è perché si è raccolto un micino per strada, o lo si è adottato in un gattile, per cui quasi sempre la scelta è dettata da cuore, dalla sensibilità di ciascuno. È in sostanza una scelta che si fa senza pensarci, me semplicemente seguendo l’istinto, il sentimento.

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