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Reflusso gastrico e bruciore di stomaco, ecco come risolvere

Il reflusso gastroesofageo è un problema abbastanza diffuso, ne soffre il 40% della popolazione occidentale.

di Daniele Lisi

12 Dicembre 2013





Reflusso gastroesofageoReflusso gastroesofageo e bruciore di stomaco, un  problema abbastanza diffuso, visto che ne soffre 1 italiano su tre, ovvero il 40% degli occidentali. Il problema è strettamente legato all’alimentazione e anche al non perfetto funzionamento della valvola che separa l’esofago dallo stomaco, anche se sarebbe più corretto parlare di sfintere in quanto, per definizione propria, una valvola permette il transito in una sola direzione, è di fatto unidirezionale, mentre lo sfintere permette il transito nei due sensi. Il rischio di soffrire di tale disturbo cresce con l’età, fino a raggiungere il momento più critico tra i 55 e i 65 anni. Un regime alimentare corretto, ma soprattutto una sana alimentazione, e per tale si intendono anche  le abitudini alimentari, riducono sensibilmente il rischio.

Si tratta di un problema decisamente fastidioso, ma non solo, in quanto il reflusso gastroesofageo può avere anche conseguenze più serie, in quanto gli acidi che risalgono lungo l’esofago la cui mucosa, lo ricordiamo, non è protetta come quella delle pareti dello stomaco, potrebbero danneggiarlo seriamente, tanto da determinare delle ulcere di cui potrebbe essere molto complicato liberarsi. È quindi importante saper riconoscere per tempo se il disturbo, che solitamente si presenta nella prima ora successiva al pasto, è riconducibile ad un reflusso gastroesofageo. Questo, se affrontato tempestivamente, può essere risolto senza problemi con il giusto approccio terapeutico che, nella maggior parte dei casi, durerà per tutte la vita.

rerflussoIn sostanza questo disturbo può essere occasionale, ma può diventare anche cronico e in questo caso non si tratta più di un disturbo, ma di una vera e propria patologia, la malattia da reflusso gastroesofageo, MRGE e, in questo caso, può avere anche delle conseguenze più serie come problemi respiratori quindi asma, bronchite, tosse cronica, tutte manifestazioni determinate dal contatto degli acidi gastrici con le vie respiratorie.



Diventa quindi importante poter contare su di una diagnosi tempestiva, per cui se il problema si presenta e, soprattutto, se non si tratta di un evento occasionale bensì di una condizione che si ripete più volte, è necessario rivolgersi prontamente al proprio medico il quale, in base anche ai risultati di alcuni esami più approfonditi, come ad esempio l’endoscopia,  potrà adottare la giusta terapia che, solitamente, risolve il problema  in maniera definitiva. I farmaci utilizzati sono per lo più a base di sostanze che inibiscono la produzione di acidi gastrici, tuttavia è necessario anche adeguare il normale regime alimentare a questa condizione, così da risolvere completamente il problema.

Ma a volte non è solo l’alimentazione la responsabile del reflusso gastroesofageo. Alcune cattive abitudini possono non solo determinare la comparsa del disturbo, ma anche acuirlo se presente per altri motivi. Da evitare, quindi, in tutti i casi di coricarsi immediatamente dopo aver mangiato, cosa che se è improbabile dopo pranzo, potrebbe invece essere un’abitudine la sera dopo cena, per cui è bene lasciar trascorrere almeno un paio d’ore prima di coricarsi. Vi sono poi alcuni alimenti che potrebbero determinare una  certa debolezza della valvola che separa l’esofago dallo stomaco, o meglio, dello sfintere, come ad esempio il cioccolato, e questa è Reflussocertamente una cattiva notizia per i golosi del cibo degli dei, la cipolla e tutti i cibi grassi in genere.

Al tempo stesso è bene limitare il consumo di alimenti e bevande che  aumentano la produzione di acidità nello stomaco, come ad esempio caffè, agrumi, pomodori e altro ancora. Per lo stesso motivo è necessario ridurre drasticamente il consumo degli alcolici, quindi non più di un bicchiere di vino a pasto e, naturalmente, bandire del tutto i superalcolici. Naturalmente, anche il fumo andrebbe eliminato del tutto, anche quello passivo, perché non farebbe altro che peggiorare la situazione.

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