Questo sito contribuisce
all'audience di

 

L’influenza è arrivata: come affrontarla

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); L’influenza è arrivata e come ogni anno metterà, se ancora non l’ha già fatto, a letto milioni di italiani che, solo a quel punto, probabilmente rimpiangeranno di non essersi vaccinati per tempo. Non perchè  si tratta di una malattia grave, anche se le complicanze sono sempre possibili  ...

di Daniele Lisi

15 Febbraio 2011





influenza

L’influenza è arrivata e come ogni anno metterà, se ancora non l’ha già fatto, a letto milioni di italiani che, solo a quel punto, probabilmente rimpiangeranno di non essersi vaccinati per tempo.
Non perchè  si tratta di una malattia grave, anche se le complicanze sono sempre possibili  se non ci si comporta con le dovute cautele, ma perché sicuramente è fastidiosa e costringe a letto per alcuni giorni.

Stiamo parlando di una malattia virale, molto contagiosa, che si trasmette per via aerea attraverso goccioline di muco o saliva che con uno starnuto siamo in grado di trasmettere anche ad alcuni metri di distanza.
Il periodo peggiore per il contagio è nei primi giorni dell’incubazione e si prolunga per altri 2-3 giorni,

per cui è possibile contagiarsi anche entrando in contatto con persone apparentemente sane ma che già a loro volta sono state contagiate e nelle quali la malattia è in fase di incubazione, fase che dura 2-3 giorni mediamente.

Sono stati identificati fino ad ora tre tipi di virus influenzali, tutti appartenetti al ceppo Orthomixovirus di tipo A e B. A questi si è aggiunto da un po’ di tempo il ben noto H1N1, assurto agli onori della cronaca l’anno scorso per la sua presunta pericolosità e elevata  mortalità che poi, alla fine, si è visto essere in linea con la normale influenza. Infatti anche se la sua pericolosità era stata ingigantita dai media perché, se vogliamo, la novità fa sempre notizia, non si è verificata quella corsa al vaccino se n

on per alcune categorie a rischio.
Ora, anche il ceppo H1N1 è entrato nella composizione del solito vaccino stagionale che, ricordiamolo, ogni anno va rimodulato nella sua composizione per poter essere efficace contro i virus circolanti che ogni anno si differenziano dall’anno precedente, questo perché virus influenzali sono in grado di modificare frequentemente le proprie caratteristiche genetiche, così da non essere riconosciuti dal sistema immunitario dell’organismo infettato.

influenza

Un classico sintomo influenzale

I sintomi sono quelli classici ovvero febbre fino a 39.5 gradi accompagnata da brividi, dolori ossei articolari e muscolari, mancanza di appetito, mal di testa, tosse,  mal di gola, congestione nasale, congiuntivite e a volte anche sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale quali vomito, diarrea, nausea, tutti sintomi  più frequenti nei bambini.
Le complicanze che più frequentemente si possono



verificare sono quelle respiratorie e, in particolar modo, le polmoniti con sovrapposizione batterica alle quali si possono aggiungere polmoniti virali e complicanze cardiache, e questo in genere nei soggetti già di per se debilitati o con patologie croniche di una certa importanza. Fortunatamente si tratta di complicanze non molto frequenti e, per far si che non lo diventino, è necessario comportarsi con una certa cautela. Non bisogna quindi esporsi a correnti d’aria ne tantomeno riprendere ad uscire già dopo un solo giorno senza febbre.

La durata

media dell’influenza è di 5-6 giorni, ma è sempre meglio restare al calduccio per qualche giorno in più del dovuto per evitare spiacevoli ricadute e per rendere sempre più improbabili quelle complicanze che potrebbero anche dimostrarsi pericolose.
La terapia  dell’influenza è prevalentemente sintomatica quindi a base di antipiretici per la febbre, anticongestionanti e antistaminici per l’ostruzione nasale e antinfiammatori per la gola. Gli antibiotici non sono assolutamente necessari in quanto l’influenza è una patologia virale e quindi questi sarebbero del tutt

o inefficaci ed avrebbero il solo effetto di  aumentare la resistenza dei batteri agli antibiotici. Questi vanno assunti solo in presenza di complicazioni di origine batterica e sempre e soltanto dietro prescrizione e controllo medico.

vaccinazione

La migliore prevenzione resta sempre il vaccino

La cura migliore dell’influenza resta pur sempre la prevenzione e, la più efficace in senso assoluto è la vaccinazione. Del resto il vaccino contro l’influenza è ormai regolarment

e usato da anni ed è assolutamente ben tollerato e privo di effetti collaterali, quindi è sicuro.
Bisogna tener presente un altro concetto: il virus  dell’influenza si combatte con il vaccino e, più soggetti vaccinati ci saranno, meno terreno fertile per potersi riprodurre indisturbato questo piccolo nostro nemico potrà trovare.

Leggi anche

Seguici