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Rivoluzionaria Scoperta: un Vaccino Blocca la Sclerosi Multipla

Il vaccino anti tubercolosi blocca la sclerosi multipla: sorprendente scoperta!

di Valeria Bonora

06 Dicembre 2013





Una scoperta rivoluzionaria fatta dal gruppo di Giovanni Ristori dell’Università La Sapienza di Roma che grazie ad una sperimentazione su 73 pazienti hanno constatato che una dose di vaccino per la tubercolosi, arresta lo sviluppo della sclerosi multipla.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Neurology ha messo in evidenza come il vaccino previene lo sviluppo della malattia in soggetti che hanno avuto il primo episodio clinico della sclerosi, nel quale vengono attaccati per primi i nervi degli arti.

La sclerosi multipla danneggia la guaina mielinica dei nervi impedendone la trasmissione neurale, ad oggi alcuni farmaci rallentano il decorso della malattia ma nulla era stato in grado di bloccarla.

Ristori racconta all’Ansa i primi risultati su un gruppo di malati: «abbiamo visto che il vaccino riduce l’attività di malattia osservabile alla risonanza magnetica. Abbiamo osservato i pazienti per due anni e mezzo e visto che l’effetto protettivo del vaccino durava a lungo; nel lungo termine vedevamo meno lesioni, i cosiddetti buchi neri».



Da qui è partita la sperimentazione su soggetti in fase iniziale della malattia, somministrato il vaccino a metà di loro (agli altri placebo) e monitorandolo mensilmente per 5 anni, è emerso che il 58% dei vaccinati non si è ammalato contro il 30% dei non vaccinati.

Ristori parla della sperimentazione: «Il vaccino è in grado di regolare il sistema immunitario. Questo si connette anche alla teoria dell’igiene che dice che l’esposizione ai microbi (ma non l’infezione) è protettiva e istruisce il sistema immunitario a distinguere gli aggressori dagli ‘amici’. Non a caso nelle decadi più recenti l’uso di antibiotici e detergenti cutanei, nonchè cambiamenti nelle abitudini alimentari e nei comportamenti all’aperto possono aver facilitato l’aumento di incidenza di malattie autoimmuni ed allergie».

Un passo avanti che che ha ancora bisogno di studi e sperimentazioni su un campione più numeroso e soprattutto va verificato il legame tra vaccino e produzione da parte dell’organismo di fattori neuroprotettivi con il Tnf.

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