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Celiachia, quanto sei a rischio?

Dal momento che la celiachia è solitamente associata alla presenza di alcuni anticorpi specifici, solitamente è sufficiente un esame ematico per individuare la malattia.

di Daniele Lisi

06 Dicembre 2013





CeliachiaLa celiachia è una malattia seria, subdola, che a volte non da segni della sua presenza o si mostra con una sintomatologia che può facilmente essere associata anche a qualche altro disturbo. Poiché, in sostanza, interferisce con l’assorbimento di diversi  elementi nutritivi,  ha un impatto negativo su diversi organi e sull’organismo nel suo insieme. Si tratta di una malattia spesso silente, con sintomi estremamente lievi e poco indicativi, per cui non è raro che un paziente conviva con la malattia per tutta la vita senza averne alcuna coscienza. Si tratta, in tutti i casi, di situazioni limite in quanto, il più delle volte, la sintomatologia è molto più chiara, anche se come detto in precedenza, potrebbe essere riconducibile anche ad altre patologie.

Si tratta di una malattia che colpisce essenzialmente i soggetti geneticamente predisposti, anche se non necessariamente, per cui uno dei fattori di rischio primari è la familiarità, ovvero casi di celiachia in famiglia. La malattia, pur se predisposti geneticamente, potrebbe anche non manifestarsi mai, visto che insorge più facilmente in presenza di altre patologie autoimmuni o in soggetti che, per altri motivi non riconducibili alla celiachia, hanno vissuto lunghi periodi di debilitazione. Anche la dieta ha un ruolo fondamentale nell’insorgere della malattia per cui, se già povera di glutine, difficilmente questa si presenterà.

Alimenti per celiaciI sintomi più frequenti sono anemia da carenza vitaminica o di minerali; Osteoporosi precoce per colpa di un insufficiente assorbimento di calcio e carenza di vitamina D; malessere generale, spesso accompagnato da cefalea, debolezza inspiegabile;  dolori addominali, flatulenza, alternarsi di stipsi e diarrea, colite e crampi; valore delle transaminasi oltre la norma; ansia, irritabilità, stress; aftosi orale e herpes. Questi sintomi possono essere presenti tutti o in parte e, come detto in precedenza, possono anche essere confusi con manifestazioni riconducibili ad un altro problema fisico.



In mancanza di una diagnosi tempestiva e, quindi, di un adeguato approccio terapeutico,  la celiachia può avere conseguenze anche gravi in quanto, la progressiva distruzione dei villi intestinali, può determinare la comparsa di malattie anche gravi, a volte anche irreversibili, come ipotiroidismo, arresto della crescita, aborti ripetuti, diabete, tumori intestinali e altro ancora. È quindi molto importante non sottovalutare mai la sintomatologia citata in precedenza, perché si potrebbe correre il rischio, molto più che concreto, di dover poi affrontare, oltre alla celiachia, anche dei problemi molto più seri.
La malattia si presenta, quasi sempre, sin dalla tenera età, soprattutto dopo lo svezzamento, ma potrebbe fare la sua comparsa anche in età avanzata, per colpa si stress psicologici, o anche solo fisici, di una certa rilevanza.

A volte la celiachia si associa anche a qualche altra intolleranza alimentare, come ad esempio al lattosio, e una condizione del genere rappresenterebbe un maggior problema per il paziente in quanto ridurrebbe ulteriormente la lista degli alimenti consentiti, con un disagio non indifferente.

Come detto in precedenza, la somiglianza dei sintomi con altre malattie o anche con semplici disturbi, rende la diagnosi della celiachia il più delle volte tardiva, spesso quando la malattia ha già fatto qualche danno, per cui è molto importante non sottovalutare mai i segnali di disagio che il nostro Prelievo ematicoorganismo ci invia puntualmente. Quando poi questi sintomi si presentano in età adulta, quando oggettivamente la celiachia è l’ultimo dei pensieri, occorrono solitamente una serie di visite specialistiche prima di rendersi conto che si tratta di intolleranza al glutine.

Dal momento che la celiachia è solitamente associata alla presenza di alcuni anticorpi specifici, solitamente è sufficiente un esame ematico per  individuare la malattia, diagnosi che in tutti i casi andrebbe, o meglio, va confermata da una biopsia dell’epitelio intestinale.

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