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Sintomi Trombosi, quanto sei a rischio?

La trombosi è una delle situazioni che prevede il ricorso immediato ad una struttura ospedaliera, perché altrimenti il danno non potrà più essere recuperato.

di Daniele Lisi

30 Novembre 2013





TrombosiLa trombosi è l’occlusione di un vaso sanguigno per colpa della presenza di un trombo, la cui gravità è direttamente proporzionale alla grandezza del vaso stesso. Un capillare otturato, che non consente quindi al sangue di arrivare ad una piccolissima parte di un arto qualsiasi  o di un distretto di altro genere, è molto meno preoccupante rispetto all’occlusione di un vaso di maggiori dimensioni, deputato a portare il sangue in un distretto più importante come, ad esempio, un organo o un intero arto. I coaguli di sangue, praticamente i trombi, si formano normalmente per riparare semmai una piccolissima lesione, infinitesimale, della parete di un vaso qualsiasi e, fin quando sono di piccolissima entità, una volta finito il loro lavoro di riparazione, solitamente s sciolgono senza dar luogo ad alcun problema, e quindi non producono alcun sintomo. Il problema insorge in caso di coaguli anomali, quindi di dimensioni maggiori, che non si sciolgono una volta che si sono formati, ma che tuttavia si possono staccare dalla loro sede e entrare in circolo, con il rischio quindi di andare ad ostruire un vaso che, come detto in precedenza, più grande è, maggiori danni procura una volta ostruito.

La sintomatologia, in questi casi, è evidente e a dir poco inequivocabile. Se per esempio si avverte un dolore improvviso, pungente, localizzato ad un braccio o, più frequentemente, ad una gamba, con la porzione a valle dell’arto interessato che diventa fredda, indolenzita e intorpidita, a volte accompagnata anche dal cambiamento di colore della pelle, vuol dire che si è verificata una trombosi, ovvero l’occlusione di un vaso di dimensioni significative da parte di un trombo staccatosi da chissà dove. Se l’occlusione non viene tempestivamente trattata, per cui è essenziale recarsi immediatamente in ospedale,  vi è il rischio concreto che la porzione di arto non più irrorato vada in gangrena,  ossia che i tessuti muoiano e in questo caso il recupero dell’arto è praticamente impossibile.



TrombosiQuesta è una delle situazioni che prevede il ricorso immediato ad una struttura ospedaliera, perché altrimenti il danno non potrà più essere recuperato. E ancora, una protuberanza bluastra e dolente, oltre che dura,  perfettamente visibile  che si presenta su di una vena è il sintomo inequivocabile di un grosso coagulo, così come un cecità improvvisa , completa o parziale, ad un occhio, accompagnata da un intenso bruciore, è il sintomo di un piccolo coagulo che ha ostruito, più o meno parzialmente, un’arteria retinica.

Un capogiro violento che mette  a dura prova la capacità di restare in piedi senza cadere e quindi di camminare, è il sintomo quasi certo di un trombo che ha ostruito un’arteria cerebrale.  Sono tutte situazioni che vanno affrontate senza indugio e con estrema rapidità portando il paziente immediatamente in ospedale e ricordandosi che, in questi casi, è proprio la tempestività dell’intervento a fare la differenza tra lo star male e una completa guarigione, o peggio, tra la vita e la morte. Aspettare sperando che il disturbo, seppur serio, passi spontaneamente equivale ad un suicidio quasi certo, per cui all’apparire di uno dei sintomi appena descritti, la corsa in ospedale è d’obbligo.

GambeNon vi è una categoria più a rischio rispetto ad un’altra, perché più o meno si è tutti esposti ad un evento del genere, tuttavia va da sé che i soggetti  con livelli di colesterolo oltre la norma, sono quelli maggiormente esposti. La sola cosa da fare per allontanare un rischio del genere è la prevenzione, quindi una sana alimentazione che comprenda alcuni alimenti che hanno particolari sostanze, come alcuni flavonoidi, che oltre ad essere dei potenti antiossidanti, sono anche degli antitrombotici naturali, come ad esempio in assoluto il mirtillo nero. I soggetti che assumono regolarmente l’aspirina perché portatori di patologie cardiovascolari sono, per esempio, tra i meno esposti proprio perché quel farmaco è un potente antitrombotico, in grado di ridurre drasticamente il rischio.

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