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La nostra voce parla di noi

La voce veicola la parola: è portatrice di messaggi palesi e nascosti. Nella comunicazione verbale, infatti, convivono a braccetto perpetuo l’informazione che vogliamo trasmettere e la sua modalità di espressione, spesso inconscia e perciò più autentica. E’ come dire che la parola informa ma la voce aggiunge quel qualcosa di più ...

di Dott.ssa Elena Bernabè

13 Febbraio 2011

La voce veicola la parola: è portatrice di messaggi palesi e nascosti.

Nella comunicazione verbale, infatti, convivono a braccetto perpetuo l’informazione che vogliamo trasmettere e la sua modalità di espressione, spesso inconscia e perciò più autentica. E’ come dire che la parola informa ma la voce aggiunge quel qualcosa di più che noi tendiamo a celare.

Ogni voce è unica ed esprime l’animo più intimo di quella determinata persona. Proviamo, quindi, ad ascoltare non solo la parola ma il modo in cui viene comunicata e potremo conoscere in modo più approfondito la persona che abbiamo di fronte oppure semplicemente noi stessi.

Un tono della voce lamentoso indica solitamente un bisogno di dipendenza e di manipolazione dell’altro, al contrario una voce acuta è come se fosse liberata dalle difese che comunemente la contraddistinguono ed esprime stati d’animo come euforia ed allegria.

Chi tende ad avere un volume eccessivo nella comunicazione è generalmente un individuo che ama il dominio e vuole, più o meno consapevolmente, invadere lo spazio sonoro dell’interlocutore. La persona che invece parla quasi sottovoce trasmette insicurezza e difficoltà emotiva e relazionale.

C’è poi chi ama parlare di continuo e chi invece preferisce ritirarsi nel silenzio rivelando così i propri stati caratteriali.

Le fatiche più comuni che appartengono alla voce sono le balbuzie. Dal punto di vista psicologico quest’ultime possono rivelare una paura celata che si concretizza in una strettoia nella gola: le parole non riescono davvero ad uscire! Di conseguenza ecco che se il balbuziente affronta i suoi più reconditi timori, l’emotività insieme alla parola viene liberata.

Mettiamoci quindi in ascolto della voce altrui: la sua melodia può rivelarci verità nascoste e potremo in questo modo allenare il nostro meraviglioso organo di senso che è l’udito, spesso dimenticato e arrugginito.

C’è tanta eloquenza nel tono della voce, nell’espressione degli occhi e nell’aspetto di una persona di quanta ce sia nella scelta delle parole” (Francois de La Rochefoucauld)

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