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Il giocattolo: strumento utile o superfluo per il bambino?

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di Dott.ssa Elena Bernabè

12 Febbraio 2011





Il gioco è un’attività fondamentale per lo sviluppo psicofisico del bambino: come asseriva Maria Montessori il gioco è per il piccolo d’uomo il corrispettivo del lavoro adulto. Attraverso di esso il bambino scopre il mondo, cresce ed esperisce le meraviglie della vita: il gioco è un suo diritto e come tale deve essere garantito ad ogni fanciullo.

Diversa è invece la natura del giocattolo. Il cucciolo d’uomo non necessita per crescere di tutti gli oggetti  che quasi sempre gli sommergono la casa: solitamente essi rappresentano per lui fonte di caos, di freno alla fantasia e alla creatività, di non apprendimento utile. Egli ha bisogno di pochi e semplici oggetti, la maggior parte dei quali appartenenti alla vita quotidiana.



In questo modo anche la fantasia dell’adulto viene stimolata poiché deve egli stesso impegnarsi, attraverso materiali ed utensili della vita di tutti i giorni, nella creazione di giochi semplici ma significativi. Così facendo l’adulto mette un freno anche al suo bisogno malsano di consumismo. L’acquisto eccessivo di giocattoli altro non è, infatti, che una necessità adulta di ricorrere sempre e comunque ad oggetti artificiali e spesso largamente pubblicizzati e questa esigenza immatura, negativa ed inutile viene tramandata al bambino durante la sua crescita.

L’invito allora è quello di analizzare l’utilità effettiva di un oggetto prima di acquistarlo, sia esso un giocattolo o qualsiasi altro tipo di utensile. Potremo così scoprire di riuscire a creare con la nostra mente e le nostre mani la maggior parte delle cose di cui abbiamo realmente bisogno.

Solo attraverso questo buon senso di vivere potremo osservare con stupore neonati attratti dal suono di sassolini che vengono scossi in una bottiglia di plastica, bambini di 3 anni che giocano per un tempo prolungato con vere pentole e coperchi e che sperimentano attraverso il tatto e la vista la forma di un fagiolo o la ruvidità di una foglia, potremo essere spettatori privilegiati dell’interesse vivo, autentico ed attivo di fanciulli più grandi che trascorrono il loro prezioso tempo nell’apprendimento di un’utile abilità come l’aggiustare una bicicletta, cucire dei pantaloni, esperire il meraviglioso ma complicato ciclo della natura attraverso il contatto diretto con piante ed animali.

Ben vengano quindi libretti, una palla e quant’altro si pensi possa essere utile alla crescita del bambino ma ricordiamoci che ciò di cui egli ha davvero bisogno è del tempo e della creatività dell’adulto che si mette con entusiasmo e trepidazione al suo servizio per mostrargli e fargli conoscere in modo sano e semplice la bellezza e la complessità del mondo.

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