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Danni del Fumo, maggiori per le donne rispetto agli uomini

I danni causati dal fumo sono ormai una conoscenza acquisita da tempo, così come il fatto che a subire maggiormente le conseguenze del fumo sono le donne.

di Daniele Lisi

09 Novembre 2013





FumatriciI danni causati dal fumo sono ormai una conoscenza acquisita da tempo, così come il fatto che a subire maggiormente le conseguenze del fumo sono le donne  rispetto agli uomini. Questa differenza viene confermata da una ricerca condotta  dal Dipartimento di Scienze Farmacologiche dell’Università di Milano che evidenzia, appunto, che i danni causati dal fumo sono per le donne di ben 5 volte maggiori rispetto a quanto avviene per l’uomo. Una delle prime cause di questa differenza è che le donne, prima della menopausa, sono in un certo senso  più protette, o sarebbe meglio dire che non manifestano sintomi evidenti, anche se in sostanza i danni si verificano ugualmente.

Mancando la sintomatologia di preavviso, come avviene negli uomini, le donne non corrono per tempo ai ripari, non fanno alcuna prevenzione e si trovano, quasi di punto in bianco, con l’arrivo della menopausa a dover pagare un conto molto più salato. I danni causati dal fumo sono numerosi, e per lo più uguali per i due sessi,  e riguardano tumori, problemi all’apparato respiratorio e al sistema cardiovascolare, ma per le donne fumatrici bisogna aggiungere anche una menopausa precoce, problemi di osteoporosi, senza poi contare problemi estetici, visto che le rughe compaiono prima, le dita si ingialliscono così come i denti.

Donna che fumaLa ricerca citata in precedenza si è avvalsa della collaborazione volontaria di 1.694 uomini e 1.893 donne tabagiste, e si è potuto notare che i danni indotti dal fumo sono stati per le donne 5 volte maggiori rispetto agli uomini. Senza poi contare i problemi legati al colesterolo, all’ipertensione e ad altro ancora, tutti problemi che vengono accentuati dal fumo. Inoltre, si è potuto osservare che le donne hanno maggiori difficoltà a smettere di fumare, per cui alla fine sono proprio quelle più esposte ai danni causati dal fumo, sia attivo che passivo.



La soluzione? Una e una sola: smettere di fumare.  Più facile a dirsi che a farsi, ovviamente, ma alla fine è solo una questione di convinzione profonda, senza la quale tutti i tentativi, più o meno velleitari, sono destinati a fallire miseramente. Una convinzione che è più facile riscontrare in un uomo, non perché sia migliore rispetto alla donna, ma per il semplice fatto che lui è interessato da quella sintomatologia di preavviso che invece la donna non avverte, e quindi è più facile che scatti la convinzione che è meglio smettere piuttosto che  rischiare problemi di salute peggiori.

Chi ha smesso di fumare è convinto che il fumo non rappresenti una dipendenza difficile da superare, dal momento che più che fisica è psicologica. Il fumo è più che altro un rituale, un’abitudine, è il fare, in determinate situazioni, sempre la stessa cosa, ovvero accendersi la sigaretta. Questo accade nei momenti più disparati: dopo il caffè, quando bisogna prendere tempo per concentrarsi prima di dare una risposta in una situazione qualsiasi, quando si esce di casa o altro ancora. Non è una necessità fisica, anche se è vero che la nicotina che si aspira quando si fuma dà,  alle prime boccate, una sferzata di  attenzione, concentrazione, se vogliamo lucidità, solo che questa passa molto rapidamente, ben prima della fine della sigaretta, per cui  si cerca di ottenerla No fumonuovamente accendendo una nuova sigaretta.

In fondo, la dipendenza è solo questa, cosa di cui è possibile benissimo fare a meno, soprattutto se poi si fa il confronto con i vantaggi che smettere di fumare comporta. Niente  tosse al risveglio, una forma fisica migliore nel complesso, un alito più fresco, più  gusto a tavola, minor affanno, e tanto altro ancora, per cui non vi è proprio paragone tra la condizione fisica di un fumatore e di uno che con la sigaretta ha deciso di  non volerci aver più a che fare.

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