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Analisi del sangue, i tuoi valori sono corretti?

Oggi, rispetto al passato, è abbastanza facile raccapezzarsi tra numeri e simboli perché ormai tutte le stampe dei referti riportano anche una colonna con i valoro medi di riferimento.

di Daniele Lisi

01 Novembre 2013





AnalisiAnalisi del sangue, un checkup di base che è sempre bene fare almeno una volta l’anno. Ma  quali sono gli esami che conviene fare con una certa frequenza e, soprattutto, quali sono i valori che vanno monitorati e come interpretarli? Ovviamente, la soluzione migliore è e resta quella di rivolversi al proprio medico curante per farsi prescrivere gli esami e poi, una volta avuti i risultati, sottoporglieli per avere una conferma del proprio stato di salute. Tuttavia,  vi è anche la curiosità, ma spessa l’ansia, di capire subito come stanno le cose, per ci appena si riceve la busta con i risultati dal laboratorio cui ci si è rivolti, la prima cosa che si fa solitamente è quella di leggerli per cercare di capire subito come stanno le cose.

Oggi, rispetto al passato, è abbastanza facile raccapezzarsi tra numeri e simboli perché ormai tutte le stampe dei referti  riportano anche una colonna con i valoro medi di riferimento,  con l’indicazione dei valori corretti. Inoltre, in caso di qualche valoro fuori scala, solitamente compare anche un asterisco, o altro simbolo,  ad indicare che si è in presenza di un valore anomalo. Ma a volte questo non basta, perché bisogna considerare che in alcuni casi si possono avere  dei falsi positivi come anche dei falsi negativi, per cui la passeggiata dal medico è sempre necessaria. Ma vediamo quali sono questi esami e quali i valori di riferimento.

PrelievoAzotemia: questo esame, assieme alla creatinina serve per verificare il buon funzionamento dei reni, anche se l’azotemia, al contrario dell’altro esame, è influenzata dall’alimentazione. Un risultato alterato potrebbe indicare una insufficienza renale, mentre invece potrebbe esser normale in caso di gravidanza o in uno sportivo. I valori medi oscillano tra i 15 e i 50 milligrammi per decilitro di sangue, per cui valori inferiori a 15 potrebbero voler dire una dieta povera di proteine, mentre valori  superiori ai 50, potrebbero essere il segnale di un cattivo funzionamento dei reni o anche di una dieta troppo ricca di proteine. Se i valori si mantengono elevati nel tempo, vanno confermati  con l’esame della creatinina che non viene influenzata dall’alimentazione.



Colesterolo: è un tipo di grasso prodotto in parte dall’organismo e in parte determinato dalla dieta alimentare. È essenziale per la vita perché forma la membrana delle cellule, è deputato alla formazione degli acidi biliari, di ormoni per la crescita e altro ancora.  I valori di riferimento sono meno di 200 mg/dl di colesterolo totale; meno di 130 mg/dl di colesterolo LDL; maggiore di 60 mg/dl di colesterolo HDL. Valori superiori a quelli indicati possono rappresentare un rischio basso o elevato   per malattie cardiovascolari, a seconda dei livelli raggiunti. La determinazione del colesterolo va fatta a digiuno, alcuni medici raccomandano 14/16 ore prima dal prelievo, in modo da avere risultati apprezzabili.

Glicemia: è la presenza di glucosio nel sangue, ovvero di zucchero che è la principale fonte energetica cui attinge l’organismo per tutte le sue funzioni. La quantità presente nel sangue dipende dall’equilibrio tra glicidi introdotti con l’alimentazione e quelli utilizzati dai vari tessuti e organi. I valori di riferimento sono compresi tra 70-110 mg/100 ml per gli adulti. Valori in eccesso sono solitamente dovuti al diabete, ma possono essere determinati anche da altre cause come infaroi, diabete mellito, ictus, ipertiroidismo, stress, insufficienza renale, Schedapancreatite e altro ancora.

Trigliceridi: sono i grassi presenti nel sangue legati essenzialmente all’alimentazione.  Formano il grasso corporeo che è poi il tipo di grasso di cui sono composte le riserve energetiche dell’organismo, la fonte di energia. I valori normali oscillano tra i 40 e i 170 millilitri per decilitro di sangue. Valori elevati rappresentano un fattore di rischio cardiovascolare in quanto determinano arteriosclerosi, per cui vanno tenuti sempre sotto controllo con una dieta adeguata.

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